Home Cultura

Abandoning reason generates fantasy

SHARE
Locandina bellezza piccole cose nuova cultura eliseo 2013 web

Al via, nel foyer del Teatro Eliseo, “Abandoning reason generates fantasy”, mostra personale di Alessio Ancillai, a cura di Ludovica Palmieri

 

Il titolo, che deriva da un’opera progettata ma ancora non realizzata dall’artista, rimanda alla celebre acquaforte di Goya “Il sonno della ragione genera mostri” (1797), e rappresenta un invito a lasciarsi andare alle emozioni, all’arte, al teatro.

Alessio Ancillai conduce una ricerca artistica sull’immagine e sull’essere umano, basata su studi scientifico-culturali. Essa si estrinseca in due macro progetti che possiamo definire: ‘bisogni’ ed ‘esigenze’. L’artista, che focalizza l’attenzione sulle caratteristiche esclusivamente umane, adopera il termine ‘bisogni’ per riflettere sui diritti fondamentali che dovrebbero essere universalmente garantiti, come il diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; mentre con l’espressione ‘esigenze’ si riferisce a tutte quelle manifestazioni non strettamente necessarie alla sopravvivenza, ma indispensabili alla realizzazione individuale di ciascun essere umano.

In rapporto alla forte connotazione artistica del luogo le opere in mostra sono relative al progetto ‘Esigenze’.

Il percorso espositivo, sintetico ma intenso, si snoda negli spazi dell’Eliseo in maniera armoniosa creando una continuità tra i lavori e la location prescelta e soprattutto una complicità tra le arti che determina, almeno in questa sede privilegiata, una supremazia della fantasia rispetto alla razionalità. Lo scopo, è dunque quello di porre in primo piano le ‘esigenze’, la bellezza e l’immaginazione.

L’esposizione si muove su questo filo rosso ed è composta da opere che, anche se diverse tra loro per il medium utilizzato, parlano uno stesso linguaggio, fatto di immagini, colori e movimento.

I lavori pittorici offrono all’artista la possibilità di sperimentare e ragionare sul tema della linea, elemento cardine nella sua ricerca, in quanto creazione specificatamente umana e denominatore comune tra le opere. Attraverso il tratto, sospeso sulla superficie e sempre ricavato in maniera diversa, Ancillai supera la bidimensionalità del dipinto per conquistare la terza dimensione.
Con i lavori installativi, rigorosamente site-specific, invece, l’artista instaura una forte dialettica con lo spettatore, invitandolo a riflettere su tematiche importanti come il rapporto interumano o il concetto di identificazione.

Fino al 12 Gennaio 2014