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Beni Culturali: il Ministero si riorganizza

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Competenze unificate nelle nuove ‘Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio’

È LA VOLTA DELLE SOPRINTENDENZE – Si entra nella seconda fase della riorganizzane nel MiBACT, iniziata nel 2014 per aumentare i presidi di tutela archeologica e far nascere nuovi parchi archeologici autonomi. Nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Cultura di Camera e Senato, il Ministro Franceschini ha esposto il progetto di completamento della riorganizzazione del Mibact presentato ieri alle Parti sociali e al Consiglio Superiore dei Beni Culturali. “Ancora un passo avanti nella riorganizzazione del MiBACT, è la volta delle soprintendenze – ha dichiarato il ministro Franceschini, sottolineando come – il ministero viene ridisegnato a livello territoriale per rafforzare i presidi di tutela e semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione”.

COMPETENZE UNIFICATE – Le novità in questa riorganizzazione potranno essere direttamente percepite dalla cittadinanza, in quanto le soprintendenze “parleranno con voce unica a cittadini e imprese riducendo tempi e costi burocratici. La riorganizzazione – seguita il Ministro – prosegue nella strada di valorizzazione del patrimonio. Vengono per questo istituiti 10 nuovi musei e parchi archeologici autonomi retti da altrettanti direttori che saranno selezionati con un nuovo bando internazionale”. Il nuovo assetto del ministero presentato quest’oggi da Franceschini prevede la creazione delle ‘Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio’. Con questo intervento aumentano i presidi di tutela sul territorio nazionale, che, proprio per l’archeologia, passano dalle attuali 17 Soprintendenze Archeologiche alle nuove 39 soprintendenze unificate (a cui si sommano le due soprintendenze speciali del Colosseo e di Pompei).

LA RIORGANIZZAZIONE – Ogni nuova Soprintendenza parlerà con voce unica ai cittadini e verrà articolata in sette aree funzionali (organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico e artistico; patrimonio architettonico; patrimonio demoetnoantropologico; paesaggio; educazione e ricerca) che garantiscono una visione complessiva dell’esercizio della tutela, assicurando anche la presenza delle specifiche professionalità. Ciascuna soprintendenza costituirà un riferimento univoco per la valutazione di qualunque aspetto di ogni singolo progetto, dalla tutela di beni archeologici per arrivare all’impatto paesaggistico, passando per gli aspetti di carattere artistico e architettonico: a un’unica domanda corrisponderanno un unico parere e un’unica risposta. Al centro ci sarà una sola Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, che garantirà il coordinamento delle soprintendenze su tutto il territorio nazionale.

I 10 MUSEI AUTONOMI – I dieci Musei autonomi saranno guidati da altrettanti direttori, individuati attraverso dandi internazionali. I poli museali che rientreranno in questa categoria sono: il Complesso monumentale della Pilotta di Parma (che unifica in un’unica gestione la Biblioteca palatina, la Galleria Nazionale, il Museo Archeologico Nazionale); i musei delle Civiltà all’Eur (che unisce in una sola gestione il Museo Nazionale Preistorico e Etnografico, il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari e il Museo dell’Alto Medioevo); il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma); il Museo Nazionale Romano; il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare a Trieste; il Parco Archeologico dell’Appia Antica; il Parco archeologico dei Campi Flegrei (Bagnoli, Baia e Bacoli); il Parco archeologico di Ercolano; ilParco archeologico di Ostia Antica; Villa Adriana e Villa d’Este (Tivoli).

LeMa