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23

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23

Regia: Joel Schumacher

Sceneggiatura: Fernley Philips

Fotografia: Matthew Libatique

Interpreti: Jim Carrey, Virginia Madsen, Danny Huston, Rhona Mitra

USA 2007

La lunga carriera di Joel Schumacher è costellata di film dal basso profilo. Concessosi molte volte alle necessità industriali delle majors hollywoodiane, poche volte è emerso con le qualità che ne farebbero più di un semplice artigiano. Tale rimane in 23, film che parte da una buona idea di base, l’ossessione di un uomo per un numero, il 23 appunto, che egli comincia a ritrovare in ogni aspetto della sua vita. Di ingredienti ce ne sarebbero per fare un film più intrigante: la doppia (addirittura tripla) personalità, il progredire della follia che invade e sconvolge il quotidiano. Purtroppo la sceneggiatura si perde quasi subito in una marea di calcoli, col 23 che sbuca sempre fuori, e dopo venti minuti non ci si fa più nemmeno caso. Non c’è nemmeno quel tocco di geniale schizofrenia che condiva Un giorno di ordinaria follia, in cui Schumacher diede una delle sue migliori prove. Così si perde molto del talento di Jim Carrey, oramai poliedrico attore. Non serve a granchè nemmeno la fotografia dell’estroso Libatique (Pi Greco – Il teorema del delirio), anche se il montaggio, ellittico eppure lineare, restituisce un po’ di ritmo al film tra un’addizione e una divisione. Nota positiva per Rhona Mitra, la bionda suicida, uno dei volti emergenti di Hollywood.

Fabrizio Livigni