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Benvenuti al Nord

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Un elenco di stereotipi, un lavoro stiracchiato e senza troppo impegno che riesce comunque ad attirare il pubblico in sala

Esercizio di scrittura creativa: prendi carta e penna ed elenca tutti gli stereotipi che riesci ad immaginare su un gruppo di meridionali che si trasferiscono al nord e le loro possibili interazioni con la “cultura del lavoro settentrionale” (le virgolette vengono usate per rimarcare quanto tale affermazione rappresenti già di per sé uno degli stereotipi più in voga dal dopoguerra ad oggi). L’hai messo in elenco il goffo arrivo alla stazione in stile Totò e Peppino? Hai elencato la contrapposizione tra lo svogliato meridionale e l’iperefficiente settentrionale? Se sei particolarmente volenteroso e creativo hai inserito anche la profonda incomprensione tra il freddo “bauscia” lavoro-sushi-aperitivo e il caldo “guaglione” ingenuo, tradizionalista e profondamente animato da buoni sentimenti. Se nel tuo elenco figurano questi elementi, complimenti! Potresti tranquillamente sceneggiare un film da oltre 20 milioni di euro di incasso. “Benvenuti al Nord” è infatti l’ennesimo caso cinematografico italiano: un lavoro stiracchiato, senza troppo impegno e senza troppe risate che riesce comunque a calamitare il pubblico in sala. Cambia l’accento e la domanda sorge spontanea: questa neo-commedia italiana è calamita o calamità?

Regia: Luca Miniero

Sceneggiatura: Luca Miniero, Fabio Bonifacci
Interpreti: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Paolo Rossi, Carlo Giuseppe Gabardini, Salvatore Mistione

(Italia 2012)


Simone Dell’Unto