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Che strano chiamarsi Federico!

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federico

Appassionato, soave, malinconico e poetico ricordo di un Grande amico. Grande come il Genio, la Storia, la Passione di Federico Fellini, Maestro di sogni e fantasia.

La narrazione, calda e gentile come le fiabe raccontate dai nonni che ci incantavano mentre eravamo avvolti tra le coperte, apre una finestra su una radiosa stagione di italica creatività. Dal buco di uno spioncino entriamo nella redazione del “Marc’Aurelio”, storico giornale satirico per cui collaborarono, oltre a Scola e Fellini, anche illustri figure come il duo Age e Scarpelli, Steno e Cesare Zavattin, ed osserviamo le concitate e fumanti riunioni di redazione nel corso delle quali intelligenze esplosive generavano mirabolanti fuochi di genialità. Senza effettuare alcun riferimento alla decadenza contemporanea, il film di Scola si limita semplicemente a descrivere una splendida storia, condividendo con il pubblico quello che i suoi occhi hanno avuto la fortuna di vedere. La pellicola diventa allora un commovente “grazie” al Destino che gli ha permesso di incrociare un così Nobile (di spirito s’intende) amico ed alla Vita, così inaspettatamente piena e densa per un giovane ragazzo che voleva disegnare fumetti.

Regia: Ettore Scola
Sceneggiatura: Ettore, Paola, Silvia Scola
Interpreti: Sergio Rubini, Vittorio Viviani, Tommaso Lazotti, Giacomo Lazotti, Emiliano De Martino, Fabio Morici, Andrea Salerno, Sergio Pierattini, Carlo De Ruggieri, Giulio Forges Davanzati

(ITA 2013)

Simone Dell’Unto