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I am not him

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iamnothim

Un uomo solo conosce una donna che lo corteggiava in modo timido da tempo.

Nonostante le grandi difficoltà dovute all’introversione di entrambi, alla fine si innamorano, ma un giorno lui trova una foto della donna assieme a suo marito carcerato e scopre di esserne il sosia.

I Am not Him, in originale Ben o Degilim, è un esempio di come una buona idea può essere rovinata dalla struttura narrativa degli eventi, dal ritmo del film. Una volta uscito dalla sala mi sono chiesto se per caso non ci fossero degli ostacoli culturali per quel che riguarda il voler comunicare in modo diverso attraverso il cinema. Intendo, uno spettatore occidentale si annoierà sempre a vedere tutto ciò che non è la solita pappa? Credo di no, anche se serve un minimo di volontà. In realtà I Am Not Him in alcuni momenti sembra quasi citare David Lynch o Alfred Hitchcock, ma Pirselimoglu ha tentato di spezzare il modo di costruire l’intreccio e, probabilmente, ha sbagliato. L’estrema lentezza dei personaggi e dei loro dialoghi inizialmente non dispiace, anzi, è persino comica perché sono tutti uomini o donne che si comportano come dei bambini. Sembra avere un’intenzione questo silenzio opprimente, perché punti di svolta forti nella storia ci sono. Il problema è che dopo un po’ non fanno più effetto perché tutto si confonde in un gioco senza senso di scambio di identità, di simmetrie, di scene che si ripetono ma con personaggi invertiti, e alla fine a rimetterci è il ritmo della storia.

Gli mancava poco per essere un gran film, perché è come Pirselimoglu fosse un David Lynch senza quel lato horror e onirico, un Lynch realista. Ma purtroppo annoia.

I AM NOT HIM

Paese: Turchia/Germania/Francia/Grecia
Anno: 2013
Regia: Tayfun Pirselimoglu
Interpreti: Ercan Kesal, Maryam Zaree

Marco Casciani

 

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