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I quattrocento colpi

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Il capolavoro del regista francese Francois Truffaut ripercorre l’esperienza autobiografica dell’autore rivissuta con tenerezza in un film con uno stile proprio, carico di originalità e incisività

Un film riconosciuto universalmente come un capolavoro. È la storia di Antoine Doinel, adolescente diviso tra una famiglia piccolo borghese, che non sa accompagnare la sua crescita, e la scuola che fa di tutto per emarginarlo, un ragazzino costretto a diventare adulto prima di ogni ragionevole crescita. L’esperienza autobiografica del regista rivive con tenerezza estrema in un film stupendo, in cui un giovanissimo Jeanne-Pierre Léaud, che diventerà una presenza fissa del cinema di Truffaut, interpreta con leggerezza e passione il protagonista costretto a finire in riformatorio, senza che questo pregiudichi la sua natura pura e diventando adulto solo grazie a se stesso. Pietra miliare della Nouvelle Vague e della storia del cinema, questo film ha coniugato all’incisività di una storia semplice ma profonda un trattamento unico delle immagini, un’attenzione centrale ai volti e alle innumerevoli pieghe che questi assumono, introducendo uno stile che ancora oggi mantiene tutta la sua carica di originalità.

Regia: Francois Truffaut
Sceneggiatura: Francois Truffaut e Marcel Moussy
Interpreti: Jeanne-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier, Patrick Auffay, Georges Flamant

Francia 1959

Stefano Cangiano