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Cinemente: cinema e psicoanalisi

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Dal 15 al 24 marzo al via Cinemente al Palazzo delle Esposizioni, la rassegna di psicoanalisi e cinema. 

Al Palazzo delle Esposizioni si torna a riflettere sull’esperienza umana attraverso le prospettive del cinema e della psicoanalisi. Dopo il successo della prima edizione, Cinemente offre una nuova occasione per guardarci allo specchio unendo film, dedicati a temi centrali della nostra vita, all’analisi di registi e psicoanalisti messi a confronto. Per il programma di quest’anno abbiamo scelto un tema, l’esperienza del cambiamento, come premessa alla visione dei film e base per le discussioni che seguiranno. Il cambiamento è connaturato all’esperienza umana, la crescita personale è spesso il riflesso di mutamenti, a cui reagiamo emotivamente e che mettono in crisi il nostro sistema: di fronte a un fatto improvviso e doloroso, come la perdita di una persona cara o del lavoro, ci sentiamo perduti e ci rendiamo conto di dover reinventare la nostra vita. Con l’aiuto dei nostri maggiori registi e degli psicoanalisti più autorevoli ci soffermeremo sui grandi momenti di svolta, per vedere quanto incidano nella vita dell’individuo, della coppia, della famiglia e della società e per comprendere meglio le costanti di ogni esistenza, inoltrandoci nelle sue spaccature più profonde, spesso irreversibili. Gli incontri sono introdotti da Fabio Castriota, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana.

 

Venerdì 15 marzo, alle ore 20.30

The Wind di Victor Sjöström (USA, 1928, 96’, v.o. con didascalie in italiano)

segue incontro con Lucio Russo e Emiliano Morreale

Capolavoro del muto tra i più famosi della storia, western anomalo, visionario ed espressionista, dove la Natura selvaggia diviene la trappola infernale per la coscienza di una giovane innocente, interpretata dalla strepitosa Lillian Gish, vittima della brutalità umana.

PROGRAMMA

sabato 16 marzo, ore 20.30

Il regista di matrimoni di Marco Bellocchio (Italia, 2006, 107’)

segue incontro con Anna Ferruta e il regista

Il grande cinema di Bellocchio scava nella profondità umana, dove il magico irrompe nel reale e lo frantuma: in una Sicilia misteriosa, tre riflessi dell’autore – un regista in crisi personale, uno di filmini di matrimoni e uno incompreso – ci ricordano che il cinema, come la vita, è solo la visione di un sogno.

domenica 17 marzo, ore 18.00

L’industriale di Giuliano  Montaldo (Italia, 2011, 94’)

segue incontro con Manuela Fraire e il regista

La crisi economica del nostro paese è il centro di questo film di grande attualità, teso e spietato dramma psicologico e sociale, che scava negli inferi dell’animo di un uomo al bivio di una doppia crisi, quella socioeconomica e quella privata, dei sentimenti.

mercoledì 20 marzo, ore 20.30

I cento passi di Marco Tullio Giordana (Italia, 2000, 114’)

segue incontro con Domenico Chianese e Monica Zapelli, sceneggiatrice

L’altra faccia della nostra società e il sacrificio di chi lotta per cambiarla. Ispirato a fatti realmente accaduti, ricostruisce con grande passione civile una pagina vergognosa della storia italiana: il martirio del giovane Peppino Impastato, che sfidò il potere della mafia con l’arma dell’ironia.

giovedì 21 marzo, ore 20.30

Reality di Matteo Garrone (Italia, 2012, 115’)

segue incontro con Lorena Preta e il regista

Fotografia folgorante e crudele di un Paese naufragato nel delirio mediatico, Reality è una favola nera che affonda nelle degenerazioni della nostra società, capace di sacrificare la dignità umana sull’altare della popolarità televisiva, fino allo smarrimento della propria identità e alla follia autodistruttiva.

venerdì 22 marzo, ore 20.30

I giorni dell’abbandono di Roberto  Faenza (Italia, 2005, 96’)

segue incontro con Matilde Vigneri, Margherita Buy e il regista

Le meschinità nascoste dietro i legami familiari viste attraverso l’esperienza di una donna abbandonata, interpretata da un’intensa Margherita Buy: scavo nella complessità delle reazioni emotive di fronte a un evento traumatico e viaggio di rinascita oltre la frantumazione interiore.

sabato 23 marzo, ore 20.30

Una sconfinata giovinezza di Pupi Avati (Italia, 2010, 98’)

segue incontro con Amalia Giuffrida e il regista

Pupi Avati affronta con delicatezza estrema il dramma della malattia: la demenza degenerativa, che stravolge e imprigiona la quotidianità dei malati e di chi li circonda, portando con sé il ritorno struggente all’infanzia, quasi una consolazione nel tramonto dell’esistenza.

domenica 24 marzo, ore 18.00

La nostra vita di Daniele Luchetti (Italia, 2010, 100’)

segue incontro con Loredana Micati e il regista

Il trauma del lutto che devasta l’equilibrio di una famiglia in un film furioso e vitale: sullo sfondo delle nostre periferie industrializzate, osserviamo il percorso del protagonista – un appassionato Elio Germano – che reagisce al dolore della perdita cercando di compensarla con una ricerca tutta materiale.

Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 A, Roma

www.palazzoesposizioni.it

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI