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Dopo 25 anni torna in Italia Alexander Calder, ideatore dei Mobiles e degli Stabiles

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Il Palazzo delle Esposizioni ospita fino al 14 Febbraio una retrospettiva sul grande scultore americano che ha sovvertito i canoni della scultura.
L’Azienda Speciale Palaexpo dedica, per la prima volta nella città di Roma, un’ importante mostra ad Alexander Calder, celebre scultore americano nato in Peensylvania nel 1898 e morto a New York nel 1976. Il percorso della mostra attraversa tutta la vita del celebre artista, dalle prime sculture fatte all’età di sei anni, per approdare alla sua nuova e innovativa concezione della scultura.
Calder aderisce negli anni venti alle avanguardie parigine. Dopo la laurea in ingegneria meccanica, infatti, nel 1926 si trasferisce a Parigi, dove si accosta a Duchamp, a Mondrian e al gruppo di “Abstraction-Crèation” con Mirò e Lager. È stato uno dei maggiori innovatori della scultura moderna. L’opera che lo rende celebre è il ciclo dei personaggi del circo, figurine esili di cavalli, acrobati e clown realizzati con fil di ferro, spago, sughero e stoffa, che nella mostra sono visibili solo in filmati e documentari.
Influenzato poi, dal clima delle avanguardie e da Mirò, Calder toglie alla scultura il suo carattere monumentale, trasformandola in un gioco di forme e volumi astratti, di ritmi e colori puri che si articolano leggeri nello spazio. Il suo interesse principale, essendo ingegnere meccanico, è il movimento che cerca di applicare alla scultura, l’arte per definizione immobile e pesante. Da qui nascono i primi “Mobiles” (termine che gli fu suggerito dall’amico Duchamp!): sculture filiformi leggere e colorate, alcune azionate da motori e manovelle. Altre sono composizioni così leggiadre di fili di acciaio e fogli metallici sospesi al soffitto che il movimento gli è determinato in modo naturale dalle correnti d’aria o dal tocco leggero di una mano. I materiali che l’artista utilizza sono perlopiù materiali industriali impiegati per creare composizioni dinamiche e leggere che prendono la forma di foglie variopinte attaccate ad un albero che si dirama nello spazio circostante. Alle serie di “Mobiles” l’artista alterna i non meno celebri “Stabiles”: grandi sculture astratte simili a strani animali o a fantastiche piante posate al suolo, costituite da lamiere di ferro o di acciaio, legate tra loro con aste di ferro e bulloni.
Si tratta di una mostra piena di esuberanza, allegria, vigore e intenso umorismo; è tangibile la forza vitale che più di cento opere, esposte al Palazzo delle Esposizioni, propagano nell’ambiente. Si ha infatti l’impressione di immergersi in un universo nel quale ogni elemento può muoversi, spostarsi ed oscillare avanti e indietro, in continua mutazione con l’ambiente circostante.

Emanuela Maisto
Urloweb.com