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Fino al 25 ottobre “Etruscomix”

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E’ in corso di svolgimento,  nei locali di Villa Giulia, la mostra Etruscomix: l’Etruria in fumetto.
Negli ambienti suggestivi del più importante tra i musei etruschi, 6 fumettisti si sono cimentati in una personale rappresentazione di momenti tratti dalla quotidianità e dal mito.

Otto tavole ciascuno, conservate, con alcune indicazioni dell’autore, in altrettante espositori di vetro e metallo.

Un evento organizzato da COMICON e Civita , coordinato e promosso dalla Sovrintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e dalla Regione Lazio.  Una full immersion presso i luoghi che consacrano la civiltà della Tuscia, come fonte di ispirazione per gli artisti chiamati a proporre le personali suggestioni in opere inedite e pubblicate da Black Velvet  al costo di 10 euro.
La nuova generazione dei f
umettisti italiani, da Marino Neri a Franscesco Catani, da Paolo Parisi ad Alessandro Pak, da Stassi a Petrucci,  partecipando alla realizzazione del progetto, è stata protagonista di una settimana di immersione e studio presso i principali poli museali del Lazio e delle annesse  Necropoli di Cerveteri e Tarquinia.

L’ispirazione dettata dalla frequentazione e dall’analisi di quei luoghi,  assume le forme più diverse.

Il fumetto bonelliano di Cattani, calato in un contesto post nucleare dove si intrecciano elementi di modernità e di ancestrale comunitarismo. Una società sopravvissuta all’olocausto atomico, all’interno della quale emergono personaggi disparati, come il protagonista, un fabbro depositario della teknè, sullo sfondo di fauni e satiri in cui si intuisce uno scontro tra bande.

La policromia di Michele Petrucci,  nel suo NETSVIS, a riprendere “i colori del tufo, del nefro, gli aranci e  i rosa degli affreschi, il nero degli antichi vasi…” mescolati con una sceneggiatura soft volta ad esaltare principalmente i pigmenti.


La rivisitazione del rituale in onore di Adone, è invece alla base del lavoro di Alessandro Rak, tra i più interessanti. Un bellissimo tombarolo, un Adone, messo in fuga da un cinghiale inciampa e finisce in un dirupo. Al risveglio, sacerdoti ed ancelle, lo accolgono come incarnazione del dio, pronti ad incensarlo come da tradizione. “Mi piaceva l’idea di descrivere un approccio da profano (e da profanatore) proprio come il mio- scrive l’autore nell’introduzione all’opera-  alla cultura etrusca, con un transfert finale, un’esperienza mitica capace di illuminare il protagonista sul valore storico, sacrale, umano del luogo”.

Gli autori, tutti giovani tra i 25 ed i 30 anni, hanno certamente dato fondo al proprio bagaglio artistico.

L’iniziativa nel complesso è meritoria. Il fumetto come cavallo di Troia per avvicinare i giovani alla civiltà etrusca. Ed in parallelo il tentativo di far uscire da un certo anonimato (la maggior parte degli autori auto-produce le proprie tavole) 6 giovani artisti, rendendoli noti almeno ai visitatori del museo che, nella media, si intuisce, ha un target di età non propriamente scolare.
A tal proposito, la scelta di far realizzare il Manifesto della mostra a Milo Manara, disegnatore noto al livello intergenerazionale. La sua pedissequa riproposizione nella cartellonistica pubbilicitaria. Sembrano elementi funzionali a tale progetto.

Queste sicuramente le intenzioni più lodevoli.

Nel complesso tuttavia, l’idea di inserire armonicamente le opere in un contesto museale, in modo da integrarle al percorso, sembra sfociare nel paradosso. Le opere sono difficilmente reperibili, quasi nascoste, da scovare. Da scoprire. Come i reperti degli Etruschi. Se questa era l’intenzione, la riuscita è stata esemplare.

La mostra, che termina il 25 Ottobre, è aperta al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 8.30 alle 19.30, presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Vale comunque la pena di visitarla.


Fabio Grilli