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Fino al 27 maggio i vedutisti francesi a Roma

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Fino al 27 maggio 2012 al Museo di Roma Palazzo Braschi “Luoghi Comuni: vedutisti francesi a Roma tra il XVIII e il XIX secolo”.


Acquerelli e incisioni degli artisti legati all’Accademia di Francia, nella Roma del Grand Tour. Una grande sposizione dedicata agli artisti francesi che operarono a Roma tra la metà del Settecento e i primi anni dell’Ottocento.
Gran parte delle opere presentate provengono da due importanti collezioni del Museo di Roma: la raccolta di Basile de Lemmerman e quella di Anna Laetitia Pecci-Blunt. Entrambi raffinati e appassionati collezionisti di opere dedicate a Roma, ne scongiurarono la dispersione prendendo con grande lungimiranza la decisione di donarle a una istituzione pubblica. La mostra presenta una selezione di oltre settanta opere , tra acquerelli e incisioni selezionati dalla raccolta grafica del Museo di Roma, tutti realizzati durante il soggiorno in città di pittori legati quasi tutti alla cerchia che gravitò intorno all’Accademia di Francia, la prestigiosa istituzione, creata da Luigi XVI per consentire ai giovani artisti francesi di perfezionarsi a Roma. Dopo la prima sede in Palazzo Mancini a via del Corso, ancora oggi è ospitata nella Villa Medici dove fu trasferita, nel 1803, per volere di Napoleone. Roma, secondo una consuetudine consolidatasi nell’Ottocento, rappresentava una tappa irrinunciabile nella formazione intellettuale di ogni giovane europeo di buona famiglia. Le opere in mostra costituivano una produzione artistica destinata per lo più ad un pubblico raffinato di viaggiatori stranieri con l’intento di soddisfare la crescente richiesta a seguito del viaggio “di istruzione e di piacere” in Italia. Le opere mostrano visioni insolite della Roma del tempo dove si alternano il Foro Romano e il Colosseo, Villa Borghese e Castel Sant’Angelo, San Pietro e il Pincio, Ponte Milvio e il sepolcro di Cecilia Metella. Non mancano le struggenti e preromantiche visioni della campagna romana, immagini di un’epoca nella quale non era semplice spostarsi in luoghi ancora selvaggi e poco ospitali. Roma , capitale internazionale e allo stesso tempo piccola città, sede di accademie, crocevia per artisti e intellettuali di fama . Piuttosto pericolosa di notte per chi girovagasse per le sue strade. La capitale si presentava all’epoca, come oggi, con molte contraddizioni. Lo stato pontificio era uno dei più arretrati d’Europa e, malgrado le presenze cosmopolite, la città appariva una realtà immobile. Anche i pittori sembravano impegnati in una lotta per rintracciare tra il verde, le rovine, gli alberi e la pietra le tracce di una Roma antica che faticava ad emergere. Tuttavia, proprio da questo apparente caos, “Robert delle rovine”, com’era soprannominato il pittore parigino Hubert Robert dai contemporanei, e Abraham Louis Rodolphe Ducros traevano ispirazione per le loro creazioni, mentre François Marius Granet realizzava le sue emozionanti immagini della Roma moderna e Victor Jean Nicolle e Charles Joseph Natoire delineavano in nitide vedute o con sentimento visionario la loro idea della città eterna.

Museo di Roma Palazzo Braschi – Piazza di San Pantaleo, 10
Orario : dal Martedì alla Domenica ore 10.00-20.00 (ultimo ingresso 1 ora prima)
Chiuso il lunedì ed il 1° maggio.
Biglietto d’ingresso
Integrato Museo + Mostra Intero € 9,00; Ridotto € 7,00
Solo Mostra Intero € 4,00; Ridotto € 3,00
Dal 8 Febbraio 2012 al 27 Maggio 2012

Emanuela Maisto


 

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