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Hopper in mostra al Museo Fondazione Roma

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hopper

Dopo Milano approda al Museo Fondazione Roma la mostra di Hopper : uno degli artisti americani più significativi del XX secolo.


Accolta dal pubblico con enorme successo a Palazzo Reale a Milano, arriva a Roma nelle sale del Museo fondazione Roma, Edward Hopper , l’artista che ha dato voce ad un’America meno sfolgorante di quella che l’iconografia tradizionale ci ha trasmesso nel dopoguerra. L’America di Hopper ha i contorni meno sfolgoranti e meno attrattivi ; è un’America del quotidiano, fatta di posti anonimi in cui pulsa la vita di tutti i giorni , visualizza gli aspetti più intimi a volte anche con grande crudezza , ci mostra in contesti urbani le conseguenze della solitudine e dell’alienazione dell’uomo , fotografa la realtà quotidiana facendo risaltare quello smarrimento e quell’angoscia insita dell’uomo.
Il percorso della mostra ha inizio con una delle opere più celebri dell’artista: I Nottambuli, ma invece della tela ci troviamo di fronte ad una ricostruzione al naturale dell’ambiente e dei personaggi. Siamo tutti coinvolti! E’ come se anche noi fossimo in quel bar a conversare con il barista o con la bella donna dai capelli rossi.
Ogni sala è stata progettata con lo scopo di ricreare nel visitatore la sensazione di ritrovarsi in una “cornice diversa” ambientando le opere nel proprio contesto con una serie di ricostruzioni scenografiche concepite con un gioco di interni ed esterni, riprendendo i luoghi cari all’artista.
La prima e la seconda sala , dedicate alla sezione “Autoritratti” e “Formazione e prime opere. Hopper illustratore”, accolgono opere meno note dell’artista ma di grande bellezza. Il visitatore è accolto in un ambiente che richiama l’interno di un’abitazione di fine 800 ispirata alla stessa camera dell’artista.
La terza sala è dedicata alle opere parigine; qui il visitatore si trova proiettato in una passeggiata lungo la Senna in “plein air”, dove un gioco cromatico di luci e colori riproduce l’atmosfera di un tramonto parigino. Si prosegue poi verso la sala delle incisioni dove è messa in evidenza la tecnica amata e utilizzata dall’artista per poi approdare alla sala detta del “Processo creativo”, dove ,guidati da una proiezione luminosa, si ha la possibilità di riprodurre i bozzetti di Hopper, che il visitatore può conservare. Ci si sposta poi da Parigi a New York, direttamente nello studio dell’artista, in una luce soffusa e calda in cui affiorano disegni, studi e bozzetti non solo di interni, di camere, bar e saloni, ma anche di nudi di ballerine e spogliarelliste, donne sole in camere assolate che rimandano ad un erotismo privato, quasi sussurrato.
Il percorso della mostra si conclude con la sala dedicata all’essenza di Hopper in cui troviamo il vero e personalissimo stile dell’artista: una pittura fotografica che coglie con occhio clinico architetture di case solitarie, imbarcazioni perse nel mare e personaggi smarriti nella luce violenta.

Informazioni:

Museo Fondazione Roma, Via del Corso , 320
Aperto tutti i giorni dalle 10-20 – lun 10-15, ven-sab 10-22
Biglietti : Intero € 10,00 Ridotto € 8,00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Emanuela Maisto