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Il Vittoriano riscopre Dada e Surrealismo

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In mostra i capolavori di due dei movimenti artistici più controversi di tutti i tempi.
Oltre 500 opere tra oli, sculture, readymade, assemblaggi, collage, disegni automatici. L’essenza del Dada, soprattutto, e del Surrealismo racchiuse in un’imponente e completissima mostra su due grandi movimenti artistici che hanno rivoluzionato il modo di vedere l’arte, influenzandone gli stili, gli artisti e le concezioni, da allora fino ad oggi. È la celebrazione di Duchamp e di Man Ray, in particolar modo. Le loro opere provocatorie, spesso apparentemente prive di un senso artistico palpabile, e invece cariche di un anticonformismo estremo, sono l’emblema di uno straniamento dai rigidi schemi classici, già iniziata qualche tempo prima. Le opere “già fatte” dei dadaisti decontestualizzano gli oggetti di cui sono composte (che siano stampelle, ruote di bicicletta o un banale orinatoio) per arricchirsi di una tangibile denuncia sociale, artistica, politica. E riscuotono successo proprio per questo, divenendo simboli controversi di un mondo che va cambiato, anche con l’arte.  Ora, la  dissacratoria Fontana, proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nostrana, viene celebrata al pari della Gioconda di Leonardo da Vinci, e proprio la Gioconda viene presa in giro, in L. H. O. O. Q., con l’aggiunta di due divertenti baffi scuri. In fondo “Dada non significa nulla” e “l’opera d’arte non deve essere la bellezza in se stessa perché la bellezza è morta” come esclamava Tristan Tzara nel Manifesto Dada del 1918. 
E poi l’immenso universo surrealista, di cui la mostra non ci fa vedere solamente la grande icona di Salvador Dalì, in quanto meteora, seppur di rilevante importanza, del movimento, ma ci accompagna in un percorso fatto di autori magni e di artisti meno noti. Si parte dal metafisico Giorgio De Chirico, dal geniale visionario René Magritte, fino ad arrivare a Max Ernst a Joan Mirò ad André Breton. Sarà proprio quest’ultimo a definire il Surrealismo nel 1924 “automatismo psichico puro mediante il quale ci si propone di esprimere sia verbalmente sia per iscritto o in altre maniere il funzionamento reale del pensiero: è il dettato del pensiero con l’assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione, al di là di ogni preoccupazione estetica e morale”.

L’esposizione è dedicata ai grandi e ai “riscoperti”, perché la maggior parte delle mostre dedicate a questi due movimenti quasi sempre si sono limitate a presentare i protagonisti più conosciuti, dimenticando quelli che vi militarono contribuendo a precisarne l’etica e l’estetica.

La mostra è visitabile fino al 7 febbraio 2010. Per informazioni potete chiamare lo 06/6780664. Il prezzo del biglietto è di 10 euro (7,50 il ridotto).

Orari: apertura h.9.30; chiusura da lunedì a giovedì 19.30 venerdì e sabato 23.30 domenica 20.30.
 
Emanuela Maisto
Urloweb.com