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LA COMPAGNIA G.O.D.O.T. PRESENTA “LA SINFONIA DEL DESTINO”

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La sinfonia del destino2

Commedia brillante diretta da Vittorio Bonaccorso.

Dal 15 al 17 maggio il teatro Cometa Off ha ospitato la commedia brillante in atto unico “La Sinfonia del Destino”, diretta da Vittorio Bonaccorso della compagnia G.o.D.o.T. di Ragusa ed interpretata dallo stesso regista e da Federica Bisegna.

La rappresentazione nasce da una libera rielaborazione di due testi teatrali di Aldo Nicolaj, e rispecchia pienamente la dissacrante ironia ed i toni surrealistici che hanno sempre contraddistinto il drammaturgo.
Dallo spettacolo emerge in modo prorompente il desiderio dell’autore di scavare e mettere a nudo le personalità dei due protagonisti, che simbolicamente incarnano i più forti e reconditi impulsi che scaturiscono dall’eterna contrapposizione uomo-donna. 
I due attori si calano alla perfezione nei ruoli di Eva, con la sua diabolica follia, e Bruno, che dall’incontro fatale con la donna, si trasformerà da sua vittima a fidanzato apparentemente perfetto. I risvolti della vicenda sono del tutto imprevedibili: nella prima scena è la squilibrata personalità di Eva a dominare ed a sconvolgere lo spettatore con il suo perfido piano. Una musica briosa accompagna la sua missione, con freddezza ed estrema precisione  la protagonista deve eliminare tutti gli uomini troppo deboli e privi di carattere, che ingenuamente cadono puntualmente nella sua trappola. Ma la melodia si interrompe quando arriva Bruno, ed inconsapevolmente la donna finirà per innamorarsene, smettendo così di replicare il suo diabolico gioco. Il ritmo è sempre incalzante, ogni momento dello spettacolo è scandito dalla grande presenza scenica dei due attori, la cui bravura è data non solo dall’energia dei dialoghi, ma anche da un’acuta e brillante capacità espressiva, talvolta più potente del parlato. Federica Bisegna incarna tutta la follia e le nevrosi di Eva, regalando al pubblico un personaggio perennemente sopra alle righe, spregiudicato ed inarrestabile, che verrebbe quasi spontaneo non sopportare. L’incontro con Bruno, da un lato la renderà più umana, facendole provare il sentimento amoroso, ma dall’altro la sua trasformazione in fidanzata modello non porterà ad altro che ad una nuova serie di paradossi. Il ruolo maschile sembra inizialmente soccombere di fronte all’esuberanza della protagonista, appare incredibile come Bruno si lasci travolgere dalla sua parlantina, dai suoi piani, dalla sua seduttività. I due protagonisti dominano completamente lo spazio in cui ha luogo la rappresentazione, caratterizzato da una scenografia molto semplice e superflua in quanto viene totalmente riempita dai due caratteri e dal loro incontro-scontro. La regia riesce ad accentuare gli eccessi di Eva e Bruno giocando con la musica, è come se tutta la messinscena fosse scandita dal ritmo e dal leit-motiv della sinfonia del destino che li trasporta verso un ineluttabile finale.

 

Vittoria Pomponio
Urloweb.com