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La notte di Chernobyl

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Inaugura il 25 maggio a Palazzo Valentini la mostra fotografica “La notte di Chernobyl, difendere l’ambiente per salvare il pianeta”.


 

 

Dopo 25 anni dall’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl e in coincidenza con il terremoto in Giappone, che sta mettendo ancora in serio pericolo l’intero paese nipponico alle prese con gravi fenomeni di contaminazione radioattiva, il 25 maggio alle ore 17, a Palazzo Valentini, sarà inaugurata la mostra fotografica “La notte di Chernobyl, difendere l’ambiente per salvare il pianeta”.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Provincia di Roma e allestita nella Sala delle Bandiere fino al 6 giugno 2011, si aprirà con gli interventi di Pina Maturani, Presidente del Consiglio Provinciale, Alberto Filisio, Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Roma, con letture di brani tratte dal romanzo “Guasto” di Christa Wolf ad opera dell’attrice Maddalena Rizzi. Al progetto hanno contribuito Stefano Simoncini e la rivista “Loop”, Maurizio Bartolucci per l’Associazione seven Cults nel ruolo di curatore dell’esposizione.

 

Era il 26 Aprile del 1986, quando una nube di materiali radioattivi fuoriusciti dal reattore 4 cominciò a ricadere su vaste aree intorno alla centrale, immense zone che furono pesantemente contaminate, rendendo necessaria l’evacuazione e il trasferimento altrove di circa 336.000 persone. Nubi radioattive coprirono i cieli dell’Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia, raggiungendo anche l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria, i Balcani, e perfino il Nord America. Questa mostra serve oggi a ricordare e a mantenere viva l’attenzione su temi importanti, fondamentali per la stessa sopravvivenza del pianeta: quelli che riguardano l’ambiente, lo sviluppo produttivo, il consumo eccessivo delle risorse naturali.

“Ho avuto questa idea qualche mese fa: provare a mettere insieme una collettiva su Chernobyl. Perché sono passati 25 anni. Ho contattato dei fotografi: un ragazzo danese, Mads Eneqvist, un altro ragazzo portoghese che si chiama Joao Rachena, per fare un collage di fotografie che potessero raccontare la situazione attuale di quei luoghi” – racconta il fotografo Emiliano Bartolucci – “Ho fatto delle ricerche e ho trovato Marco Bulgarelli, un fotografo italiano già affermato che ha documentato in particolare la situazione dei bambini a Chernobyl qualche anno fa: dopo aver compiuto diversi viaggi in Ucraina, ha descritto la realtà quotidiana dei bambini che si trovano in strutture ospedaliere, ma che spesso vengono anche nel nostro paese per effettuare le procedure di decontaminazione. Nel frattempo è accaduto il fatto di Fukushima e tutto è tornato di grande attualità; il referendum è alle porte” – spiega Bartolucci – “Quando ho avuto questa idea ho cercato per un momento di immergermi nel passato, di nuovo in quella situazione. Io nell’86 avevo dieci anni e ho un ricordo che comincia da una partita di calcio, quando la Dinamo Kiev vinse la Coppa delle Coppe, una settimana dopo la tragedia di Chernobyl. Da piccolo pensavo ‘come fanno a festeggiare una cosa così stupida come la vittoria in una partita, quando è accaduto un fatto del genere?’ E quello che mi ha fatto riflettere è che nonostante in Italia poco più di vent’anni fa ci sia stato un voto importante, oggi si torni indietro sul discorso del nucleare. Personalmente resto fermamente contrario e la mia intenzione era soltanto quella di far riflettere ancora una volta su questi temi. Il mio obiettivo era quello di far capire che, dopo tanto tempo, la situazione in quei luoghi è ancora drammatica. E ho trovato da parte della Provincia una grande sensibilità e il massimo appoggio per la realizzazione dell’intero progetto”.

Marco Bulgarelli è un fotoreporter italiano che ha all’attivo diverse mostre personali e collettive, tra le quali “Italian Geographic, fotografi italiani per National Geographic”. Ha fotografato le condizioni dei bambini vittime della catastrofe di Chernobyl, in diverse città ucraine e bielorusse.

Mads Eneqvist è un fotografo che vive a Cophenagen, specializzato in immagini di architettura moderna. Le sue foto sono state selezionate da agenzie di stampa internazionali e utilizzate per documentare la situazione attuale dei territori contaminati.

Joao Rachena è un giovane fotografo portoghese che ha realizzato un reportage a Chernobyl nel 2006 per il ventesimo anniversario della tragedia, mettendo in risalto lo stato di abbandono di quei luoghi e la pericolosità. Nato a Lisbona oggi vive e lavora a Barreiro, in Portogallo.

Emiliano Bartolucci è un fotografo che usa in modo creativo la digital art. Ha realizzato reportage e ricerche storiche. Attraverso il lavoro al computer, ha composto alcune opere per sensibilizzare sull’argomento.

Foto: Paradise panorama di EMILIANO BARTOLUCCI

Informazioni:
La notte di Chernobyl, difendere l’ambiente per salvare il pianeta
Palazzo Valentini – Via IV Novembre, 119a 
25 maggio – 6 giugno 2011 
Ingresso libero 
Lunedì-Venerdì 10-19 
Sabato 10-13 – Domenica chiuso

Ilaria Campodonico