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La regina del moderno in mostra al Complesso del Vittoriano

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Tamara de Lempicka celebrata a Roma in una ricca esposizione, fino al 10 luglio.


 


È considerata la regina del moderno, grazie al suo stile inconfondibile fatto di volumi prorompenti, geometrici ma pieni, dai colori brillanti ma mai invadenti, dai suoi ritratti di uomini e donne, ma soprattutto donne, scatti rubati dalla quotidianità e dall’intimità privata delle vite dei suoi soggetti. Tamara de Lempicka, polacca di nascita e cosmopolita d’adozione, è l’artista più nota e amata del periodo De’co, simbolo delle correnti moderniste degli anni ’20 e ’30. La sua disinvoltura artistica è frutto di un contatto diretto con il mondo. Le influenze sono molteplici, cubismo e futurismo in primis, con una venatura di realismo sapientemente rivisitata, mescolate con un’eccellente maestria volta a creare un linguaggio unico e particolare. Intramontabile.
Donna trasgressiva e personaggio avanguardistico, stravagante protagonista della mondanità europea, Tamara de Lempicka amava ritrarre tanto i protagonisti di ambienti borghesi ed aristocratici, quanto sé stessa, bellissima, affascinante e sicura di sé. L’artista, con la sue pennellate decise e precise, trasmette al pubblico di ogni tempo un’inedita modernità femminile, che spazza via le costrizioni sessiste e trasforma l’arte in mezzo per esprimere un’emancipazione pregna di significati, carica di sensualità e indipendenza, non perdendo mai quel filo conduttore di eleganza e sofisticatezza che la contraddistingueva allora come oggi.
La mostra al Complesso del Vittoriano, curata da Gioia Mori, storica dell’arte famosa per le sue ricerche sull’artista, presenta 80 dipinti e circa 40 disegni, oltre a 50 fotografie d’epoca, che ricostruiscono il personaggio e il percorso artistico della de Lempicka dai suoi esordi fino al 1957, anno in cui venne ospitata proprio a Roma una sua personale nella galleria Sagittarius. L’esposizione, inoltre, viene arricchita da due film degli anni ‘30 in cui l’artista si colloca dinanzi la macchina da presa, e da 13 dipinti di artisti polacchi che frequentò in Francia e a Varsavia, da cui si evince il suo rapporto con l’arte contemporanea della sua patria.
Le numerose opere esposte provengono da grandi istituzioni museali europee e americane, come il Museo Nazionale di Varsavia, il Museo Malraux di Le Havre, il Muse’e des Beaux-Arts di Nantes, il Muse’e d’Art Moderne di Saint-Etienne Me’tropole, il Blanton Museum of Art di Austin e oltre 50 prestatori privati.
Orari mostra: lun-gio 9.30-19.30, ven-sab 9.30-23.30, dom 9.30-20.30. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietto intero: 12 euro, ridotto 8,50 euro.

Serena Savelli