Home Cultura Meraviglie e Misteri di Roma

Animali prodigiosi (Parte I)

SHARE

Alcuni autori latini riportano testimonianze relative ad animali prodigiosi o che furono protagonisti di eventi inspiegabili.

In questo articolo citiamo alcune di queste testimonianze in ordine cronologico.
Nell’anno 190 a.C. nella città di Rieti una mula avrebbe partorito. Ai tempi dell’antica Roma eventi simili erano considerati inspiegabili perché l’animale si riteneva sterile per natura in quanto è un incrocio tra un asino e una cavalla, mentre oggi sappiamo che in realtà raramente può accadere che venga fecondata, sia dall’asino che dal cavallo. L’avvenimento era ritenuto un presagio di cattivo augurio. Sembra che il maggior numero di segnalazioni di eventi del genere sia legato alla città di Rieti in quanto vi si teneva un grande mercato agricolo in cui vi erano moltissimi animali e quindi maggiori probabilità di casi anormali legati agli stessi.
Nel 182 a.C. nella città di Rieti infatti è testimoniata la nascita di un mulo a tre zampe.
Nel 163 a.C. nella colonia romana di Aesis (l’attuale Jesi, nella provincia di Ancona) è segnalata la presenza di un bue dalla cui bocca sarebbe uscita una fiamma che tuttavia non danneggiò in nessun modo l’animale.
Nel 162 a.C. a Rieti è segnalata di nuovo la nascita di un altro mulo a tre zampe.
Nello stesso anno a Frosinone un bue avrebbe parlato. Sembra che, secondo quanto riportato da Giulio Ossequente nel De Prodigiis, soprattutto i bovini avrebbero avuto in passato la capacità di parlare. Plinio nella Naturalis Historia testimonia anche di una gallina con la stessa dote.
Nel 134 a.C. è segnalato un altro bue che parla, come quello del 162 a.C. Questa volta fu mantenuto con spese pubbliche ma non è chiaro il luogo dell’evento. Forse si tratta di Amiternum (i cui resti sorgono nelle vicinanze de L’Aquila) dove, nello stesso anno, è riportata la presenza del sole di notte. Secondo gli storici si tratterebbe del passaggio di una cometa. È possibile che in qualche modo i due avvenimenti siano collegati.

Massimiliano Liverotti