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Basilica di Santa Pudenziana

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Considerata una delle basiliche più antiche e venerate a Roma

È considerata una delle basiliche più antiche e venerate a Roma Sorge nel Rione Monti ed è situata sulla via Urbana, strada che nell’antichità veniva chiamata “vicus Patricius”, sul monte Esquilino. 

Molte sono le leggende intorno a questo luogo così antico e misterioso. Si narra, infatti, che la basilica venne fatta costruire nel 145 d.C. da Papa Pio I nel luogo dove sorgeva la casa del senatore Pudente, su richiesta delle sue due figlie Pudenziana e Prassede. Il motivo fu il ricordo dell’ospitalità che il padre dimostrò nei confronti dell’apostolo Pietro, che qui dimorò per ben sette anni predicando e diffondendo la buona novella del Cristo. Proprio per questo motivo l’altare maggiore della chiesa fu collocato (e tutt’ora poggia) su un sarcofago nel quale è conservata e custodita un’antichissima tavola di legno sulla quale lo stesso San Pietro avrebbe celebrato messa nella casa dell’amico Pudente.

In realtà studi recenti hanno svelato che la struttura della Basilica di Santa Pudenziana venne fondata su un edificio termale risalente al II secolo, le così dette Terme di Novato, e la sua costruzione non dovrebbe risalire a prima del IV secolo.

La struttura venne poi ulteriormente ampliata al tempo di Papa Gregorio VII, intorno al 1073, che la dotò e abbellì con un campanile e un convento. Venne poi ricostruita nel 1500 per iniziativa del Cardinale titolare Enrico Caetani e infine ristrutturata nel 1800 con una facciata di Antonio Manno.

L’interno è diviso da tre navate e fu trasformato nel 1588 da Francesco da Volterra, ma il restauro risalente al 1927 ha riportato alla luce l’antica muratura, collocata sopra le arcate. Nell’abside si conserva ancora il mosaico del V secolo raffigurante Cristo in trono tra i dodici apostoli e le stesse sante Pudenziana e Prassede.

Non può passare inosservata la Cappella Caetani, iniziata da Volterra e terminata da Carlo Maderno, costruita nel luogo preciso su cui sorgeva la tanto venerata casa di Pudente. Su un gradino dell’altare verso sinistra si conserva ancora oggi ed è ben visibile l’impronta di un’ostia: la tradizione vuole che vi restò impressa cadendo dalle mani di un sacerdote che celebrando la messa aveva dei dubbi sul dogma dell’Eucarestia.

Dietro l’abside si trova l’oratorio che faceva parte dell’antico convento che fu demolito nel 1873. Esso conserva quattro arcate con affreschi dell’XI secolo raffiguranti la Vergine Maria tra le Sante Pudenziana e Prassede; al fianco dell’altare si trova un crocifisso affrescato risalente al 1500 di autore sconosciuto.

Emanuela Maisto