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Curiosità su Jacopa dei Sette Soli

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Jacopa dei Normanni, romana, nata nel 1190 nel rione di Trastevere, sposò molto giovane, prima del 1210, Graziano, capo della famiglia dei Frangipane de’ Settesoli e restò vedova con due figli a vent’anni. Divenne quindi signora dei tanti castelli e terre del Lazio dei Frangipane e, tra l’altro, gestì il territorio di Marino e di Nemi.

San Francesco, quando venne a Roma, intorno al 1210, apprezzò la bontà, l’intelligenza e l’energia della donna al punto di chiamarla scherzosamente “frate Jacopa”. Tra i due nacque una solida amicizia. Nel corso del suo soggiorno romano lei gli avrebbe preparato spesso i mostaccioli mandorlati che erano molto apprezzati dal frate. Questi, in segno di riconoscenza, le avrebbe donato una pecorella che, di primo mattino, svegliava col suo belato la donna per rammentarle di compiere le devozioni, e poi la accompagnava a Messa.

Secondo la tradizione, Jacopa avrebbe fatto eseguire un ritratto del santo, quando era ancora in vita, per avere la sua immagine sempre accanto. Una copia del dipinto è tuttora conservata nel romitaggio di Greccio.

Alla fine di settembre del 1226, Jacopa percepì, ancora prima che ne fosse avvertita, che Francesco era molto malato e, con i due figli, partì per l’Umbria. Arrivata a Porziuncola, fu subito fatta accedere, benché nessuna donna vi fosse ammessa, al cospetto del frate. Francesco, che si accingeva a scriverle per invitarla, l’accolse con gioia e parve migliorare; assaggiò uno dei mostaccioli di Jacopa e ordinò anche a frate Bernardo di gustarne.

Il santo le disse che se ne sarebbe andato il sabato successivo e così fu. Quando il Poverello fu sepolto, Jacopa insieme ai frati lo vegliò piangendo e pregando. In seguito si stabilì ad Assisi come terziaria francescana, dove un breve epitaffio nella cripta di San Francesco la ricorda: “Hic requiescit Jacoba sancta nobilisque romana”, posizionato su una griglia metallica davanti alla tomba di San Francesco e dei suoi compagni.

Massimiliano Liverotti