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Curiosità sulle letture dei Romani

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Il Colosseo dal Foro Romano Roma

Gli Antichi Romani erano grandi amanti della lettura

Gli Antichi Romani erano grandi amanti della lettura, tanto che agli inizi del IV secolo d.C. a Roma si contavano 28 biblioteche pubbliche. Fu Cesare a volere la prima biblioteca e affidò il compito di costruirla a Varrone. Il progetto fu poi terminato da Asinio Pollione nel 39 a.C. Le biblioteche pubbliche erano belle e fornite nonché abbellite da opere d’arte e a Roma si potevano trovare praticamente dappertutto.

Le biblioteche gemelle, latina e greca, che si trovano nel Foro di Traiano, belle e molto fornite, furono probabilmente progettate da Apollodoro di Damasco che realizzò molte altre importanti opere per l’imperatore, come: la Colonna Traiana, i Mercati di Traiano, il Ponte sul Danubio, etc.

Il console Lucio Emilio Paolo fu chiamato Macedonico dopo la sua vittoria nella terza guerra macedonica (II secolo a.C.), in seguito alla quale portò nella sua casa a Roma, come bottino di guerra, l’intera biblioteca di re Perseo di Macedonia. Sembra che in seguito a tale gesto quella di avere una buona raccolta di libri in casa divenne un’abitudine per i Romani.

Era possibile farseli fare su ordinazione o andare a comprarli in libreria. La zona migliore dove acquistare libri si trovava a nord dei Fori, in particolare il “vicus sandalarius”. In questo luogo c’erano molte “tabernae librariae”, dove sulle porte si scrivevano i titoli e i nomi degli autori freschi di uscita.

La lettura era un piacere diffuso, ma non per tutti, infatti solo una piccola percentuale di persone sapeva leggere e i libri erano costosi in quanto erano scritti a mano e su papiro, preziosa pianta egiziana. A volte come alternativa al papiro si utilizzava la pelle di animale, in genere capra o pecora, da cui si ottenevano le pergamene.

Tra gli autori più apprezzati di Roma Antica vi erano: Cicerone, Virgilio, Livio, Omero ed Ovidio.

Massimiliano Liverotti