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Ecco a voi la casa di Augusto

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Inaugurata il 10 marzo, ma è già successo di visiteGUARDA IL VIDEO

Dieci anni di lavori sono occorsi alla Soprintendenza archeologica di Roma per rendere agibile e restituire a romani e stranieri uno dei pezzi più importanti del Palatino, quello della Villa di Augusto. Dopo il Lupercale, adesso anche la casa del primo imperatore romano si unisce alle meraviglie del colle che gia la tradizione pre augustea indicava come centrale nella storia della città.


Era il 36 a.C. quando Augusto decise di costruire qui, sul lato sud ovest del pendio, la sua residenza. La scelta, che non fu probabilmente casuale, trasformò quel luogo così importante da essere venerato già in passato come sacro nel centro dell’autorità imperiale e nella sede permanente di tutti gli imperatori futuri. l’Inaugurazione, che è avvenuta il 10 marzo scorso, era già stata annunciata ai primi di dicembre dall’ex Sindaco di Roma Veltroni e dal Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Adesso, per la prima volta in assoluto, sarà possibile visitare i locali restaurati dove l’imperatore soleva trascorrere gli attimi della sua vita privata lontano dai gravosi impegni che il suo ruolo gli imponeva.
La raffinatezza delle decorazioni pittoriche e il lusso degli ambienti interni ricostruiti con lavoro paziente dal materiale frammentario ritrovato non lasciano dubbi sulI’importanza di aver reintegrato questo capolavoro fra i tesori della città.

Sono stati necessari intensi lavori di ordine statico-strutturale per rendere agibile la zona e metterla in sicurezza. Poi sono seguiti quelli di ricostruzione e restauro degli interni dedicati in particolare al ripristino della decorazione pittorica. Grande attenzione è stata data in queste fasi di ricostruzione al nucleo centrale della reggia che era stato individuato durante sistematiche opere di monitoraggio compiute negli anni ’70 da G. Grettoni. Quest’area si trova sulle pendici meridionali del colle e le strutture, che risalgono al tempo in cui Augusto non era ancora imperatore, insistevano su precedenti costruzioni di età repubblicana. Oggi il nuovo percorso comincia passando per il peristilio da dove si accede a locali ornati da stupendi stucchi e dipinti di varie cromaticità che vanno dal giallo al rosso all’ocra. L’ area privata conserva ancora il suo fascino con ambienti, dopo i restauri, che permettono di ricostruire i momenti in cui era scandita la vita dell’imperatore. Ecco allora il “cubicolo inferiore”, che conserva la quasi totalità della decorazione sulla muratura originale e il “grande oecus”, l’ambiente di soggiorno e ricevimento, danneggiato in occasione della costruzione del Palazzo di Domiziano.
Questa sezione del percorso trova il suo nucleo centrale nello “studiolo dell’imperatore”, la stanza dove, secondo Svetonio, Augusto passava le parti del giorno che voleva trascorrere in pace e raccoglimento lontano dal resto del mondo. La raffinatezza degli affreschi, l’eleganza del luogo trasmettono bene l’idea di riservatezza e pace che servivano al suo ristoro. Interessanti sono anche gi ambienti della rampa e dell’antirampa dove sono state ricostruite le decorazioni della volta. Le pitture che sono raffigurate in tutto il complesso fanno della casa di Augusto uno dei più importanti ritrovamenti pittorici degli ultimi anni. Tutto l’impianto della Villa era legato strutturalmente al Tempio di Apollo Aziaco che Augusto intese celebrare in onore della battaglia di Azio del 31 a.C. contro Antonio e Cleopatra.

Tutto il complesso si estende per circa 12000 mq e comprende, oltre la casa, anche biblioteche, sele di riunione e peristili. Bellisime sono anche le decorazioni pittoriche della “Stanza delle maschere” e di quella “dei pini”, entrambe situate nell’area privata. Gli affreschi e gli stucchi contenuti nei vari locali rappresentano un importante esempio di pittura romana della fine del I secolo d.C. Fra la Casa di Augusto e la Domus Tiberiana fa la sua comparsa anche la cosiddetta Casa di Livia, in realtà una villa di età repubblicana che è stata riconosciuta come l’appartamento riservato alla sposa dell’imperatore. L’ambiente di forma quadrangolare è composto da quattro locali con pitture in stile pompeiano risalenti al 30 d.C., mosaici e cubicoli destinati all’abitazione privata. I finanziamenti necessari per i lavori di restauro sono ammontati a 1.790.000 euro di cui 1.540.000 solo per la casa di Augusto e 250.000 per quella di Livia, la cui apertura al pubblico è ormai prossima. Le visite potranno essere effettuate acquistando un unico biglietto unico di 11 euro che permetterà di visitare l’Anfiteatro Flavio con la mostra allestita al suo interno, il Foro Romano e il Palatino con le sue ville imperiali.

Stefano Lippera