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Finicella, la prima strega arsa sul rogo

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MISTERI - rogo strega

Secondo alcuni storici, la “caccia alle streghe” potrebbe avere avuto inizio a Roma e la prima fattucchiera ad essere arsa sul rogo sarebbe stata una donna chiamata Finicella.
Nel 1424 San Bernardino da Siena (nato in realtà a Massa Marittima) giunse a Roma nel periodo in cui nella città vi era una terribile epidemia di peste.

Il Santo recava con sé una tavoletta con inciso l’ideogramma di Cristo: IHS inscritto in una raggiera solare. Baciare la tavoletta significava liberarsi dal diavolo e da qualunque male avesse inflitto il proprio corpo. Il simbolo della tavoletta fu in seguito adottato ufficialmente dalla Chiesa.
L’ecclesiastico fu accolto in modo ostile da Martino V ma ebbe modo di mostrare la sua virtù infiammando, con i suoi discorsi, i Romani che in seguito denunciarono Funicella, condannandola al rogo come strega. L’esecuzione sarebbe avvenuta l’8 luglio del 1426. Molte persone accorsero ad assistervi come se l’uccisione della donna fosse stato un vero e proprio spettacolo da non perdere. Bernardino in una delle sue prediche tenute a Siena nel 1427 avrebbe raccontato tra l’altro che la donna aveva ucciso una trentina di bambini, succhiando loro il sangue, e che aveva ucciso anche suo figlio facendone polvere da mangiare in particolari occasioni. Secondo alcuni studiosi tuttavia la donna era un’ostetrica e i delitti a lei attribuiti sarebbero stati aborti.
La seconda strega arsa sul rogo, forse anche lei in seguito ad una segnalazione di Bernardino, sarebbe stata Matteuccia di Francesco morta il 20 marzo del 1428 dopo essere stata processata per stregoneria, a Todi. Sotto tortura la donna avrebbe confessato di aver praticato la stregoneria e di aver partecipato ai sabba.
In seguito Bernardino fu considerato il maestro della caccia alle streghe e venne canonizzato solo sei anni dopo la sua morte.
A Roma il santo è ricordato in via Panisperna dove sorge la chiesa di San Bernardino in Panisperna appunto, eretta nel 1625.