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Il Cardinale che non divenne mai Papa

Alcune curiosità storiche su Ippolito d'Este

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Il cardinale Ippolito d’Este, figlio di Lucrezia Borgia, si candidò a cinque conclavi e, pur facendo leva su tutte le sue importanti amicizie e conoscenze, non riuscì mai a diventare Papa. La corte papale non avrebbe visto di buon occhio questo prelato, divenuto arcivescovo di Milano all’età di dieci anni e cardinale a trenta grazie all’intervento del Re di Francia Francesco I. Il cardinale Ippolito infatti visse ben tredici anni a Parigi, rendendosi il beniamino della corte francese tanto che Enrico II, nel 1549, lo inviò a Roma come proprio rappresentante.

Nello stesso anno il cardinale d’Este, nominato governatore di Tivoli, cominciò a costruirvi la splendida villa che porta il suo nome e che figura nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. In questo luogo trascorse lunghi periodi ospitandovi personalità illustri, studiosi e artisti. Al bellissimo giardino aggiunse in continuazione nuove piante, statue e soprattutto fontane da cui far sgorgare l’acqua dell’Aniene.

Due papi furono ospiti di questa meravigliosa villa: Pio IV e Gregorio XIII. Quest’ultimo giunse il 2 settembre del 1572, dando un preavviso di poche ore dalla sua visita. L’anziano pontefice tuttavia trovò al suo arrivo un singolare omaggio: in mezzo alla villa era stata eretta una nuova fontana, realizzata come tutto il grandioso complesso, da Pirro Ligorio. Nella fontana erano presenti i quattro draghi araldici di casa Boncompagni che buttavano acqua in una grande vasca.

Poco tempo dopo la visita, Gregorio XIII morì, ma neanche questa volta il cardinale Ippolito poté diventare Papa in quanto venne a mancare anche lui il 2 dicembre seguente a Roma. La sua salma fu esposta nel palazzo di Monte Giordano. Volle essere sepolto a Tivoli nella chiesa di Santa Maria Maggiore, talmente vicina alla villa che, sembra, si senta il suono dell’acqua sgorgare dalle fontane.

Massimiliano Liverotti