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Il Circo Flaminio: curiosita’ e leggende

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Secondo Tito Livio (Storie, Epitome, I, XX) la costruzione del Circo Flaminio, la cui localizzazione non è ancora del tutto chiara, e della via Flaminia, è attribuibile al console C. Flaminio nell’anno 220 o 221 a C.

Secondo Varrone (De Lingua Latina, V, 154) il circo avrebbe questo nome perché realizzato attorno al Campo Flaminio, secondo Plutarco (Quaest. Rom., 66) il fondatore del circo e della strada non è C. Flaminio ma un Flaminio vissuto in epoca più antica che donò la sua proprietà terriera al popolo romano. Il Circo Flaminio è citato in un leggendario episodio riportato da Valerio Massimo (Detti e fatti memorabili): durante i Ludi Plebei un capo famiglia, dopo aver picchiato violentemente un suo servo, lo trascinò attraverso il Circo Flaminio per ucciderlo prima che cominciasse la sfilata di un corteo. Un plebeo, di nome Tito Latinio, fece un sogno in cui Giove gli ordinava di riferire ai consoli che egli non aveva gradito quell’uccisione nel circo prima dei Ludi Plebei, conclusi da poco. I giochi avrebbero dovuto essere ripetuti altrimenti Roma avrebbe corso un grave pericolo. Latinio si rifiutò di riportare il messaggio ai consoli per non coinvolgerli in uno scandalo religioso, temendo anche per la sua persona. Improvvisamente suo figlio si ammalò e morì. Il plebeo ricevette ancora in sogno la visita di Giove, il quale gli domandava se ritenesse di aver pagato abbastanza per l’ordine non eseguito. Il plebeo tuttavia continuò a mantenere il segreto sulla volontà del dio. Solo quando fu colto da un deperimento organico decise, in seguito al consiglio di alcuni amici, di farsi portare in lettiga in presenza dei consoli, prima nel Foro e poi nel Senato, ed esporre in modo preciso tutto quello che gli era successo. L’uomo ottenne nuovamente la capacità di stare in piedi e tornò a casa, tra lo stupore dei presenti.


Massimiliano Liverotti