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Il drago che aveva il suo covo a Lanuvio

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misteri - tempio giunione sopita

Lanuvio è un comune situato in provincia di Roma e fa parte dei Castelli Romani. Molto tempo fa, in questo luogo si sarebbero svolti riti sanguinari, eseguiti in onore dei serpenti o dei dragoni, presso il tempio di Giunone Sospita, divinità rappresentata dormiente su un cuscino.

Il tempio a lei dedicato, i cui resti sono ancora visibili, aveva un antro che sarebbe stato il covo di un dragone.
Nell’antichità, in determinati periodi dell’anno, alcune fanciulle, accompagnate fino ai piedi del bosco dalla gente del villaggio, erano costrette a recarsi in questo tempio portando con loro canestri pieni di focacce chiamate maza. Le ragazze ponevano i canestri davanti all’antro del dragone, il quale avrebbe mangiato il pane, se le fanciulle fossero state vergini, in questo caso l’annata sarebbe stata ottima. Il dragone non avrebbe mangiato il pane invece se una delle ragazze non fosse stata vergine e allora sarebbero iniziati una serie di guai: alcune formiche giungevano sul luogo, sbriciolavano la focaccia e la portavano via subito. La fanciulla sarebbe stata sottoposta ad una visita per controllare la sua verginità e in seguito punita per la carestia che, a causa sua, avrebbe colpito il villaggio. Originariamente la rea sarebbe stata punita con la morte ma successivamente la pena fu commutata in altre condanne meno severe. Il rito durò fino all’era cristiana.
Secondo San Prospero D’Aquitania, letterato e teologo, esisteva nei pressi di Roma un enorme dragone meccanico, ancora in funzione nel IV secolo d.C., il quale aveva in bocca una spada che trapassava le vergini sacrificali. È probabile che si tratti del dragone di Lanuvio. Secondo alcuni studiosi, infatti, ad un certo punto i sacerdoti del tempio di Giunone potrebbero avere sostituito il serpente vero con il dragone meccanico.

Massimiliano Liverotti