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Il leone che azzanna il cavallo. Curiosità storiche

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Nel Medioevo, in piazza del Campidoglio, si trovava il gruppo marmoreo di un leone che azzanna un cavallo, un’opera originale greca risalente al IV secolo a. C. e destinata a un ingrato compito: vi si appendevano le sentenze di morte e vi venivano esposti i malfattori. Il leone infatti rappresentava il potere di Roma fino a quando, nel 1471, sempre sul Campidoglio, non fu collocata anche la Lupa Capitolina che ne divenne il nuovo simbolo.
Ai piedi del gruppo marmoreo l’8 ottobre del 1354, durante una sommossa popolare, morì il tribuno Cola di Rienzo.
Secondo alcuni esperti nella prima metà del 500, Michelangelo, quando ridisegnò la piazza del Campidoglio su commissione di papa Paolo III, sarebbe stato colpito dalla bellezza della scultura e rimase dispiaciuto per averla spostata dalla sua originaria posizione, ai piedi del palazzo senatorio, per trasferirla ai margini della piazza. Sostituì poi il gruppo marmoreo con la statua equestre di Marco Aurelio, precedentemente situata in piazza San Giovanni, dove ora si trova l’obelisco.
Nel 1580 anche lo scultore fiammingo Jean De Bolougne, detto il Giambologna, in visita a Roma, ne rimase molto affascinato, al punto da farsene fare diverse copie per dei preziosi bronzetti, come il “Leone con Cavallo” e il “Leone con Toro”, realizzati da Antonio e Giovan Francesco Susini e tuttora esposti a Palazzo Venezia.
La stessa opera, scurita dalle intemperie, è stata recentemente oggetto di un importante lavoro di restauro, curato da Carlo Usai e finanziato dai Cavalieri di Colombo con 40.000 euro, e successivamente, nell’estate 2016, è stata trasferita negli Stati Uniti nel Museo Getty Villa di Malibù dove è stata esposta per nove mesi. In seguito è stata riportata ai Musei Capitolini, nell’esedra di Marco Aurelio.

Massimiliano Liverotti


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