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Il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Un piccolo scrigno di sculture contemporanee nel cuore della Città Eterna

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Nascosto nel cuore di Villa Borghese, si conserva un piccolo scrigno di sculture contemporanee. Si tratta della casa museo di Pietro Canonica, scultore che nacque alla fine dell’800, custode attento ed entusiasta della tradizione artistica italiana, che visse a ridosso dell’unità d’Italia e che incarna gli slanci positivi di quel periodo.
Accademico di San Luca, nel 1929 viene nominato Accademico d’Italia e nel 1950 Senatore a vita. Riuscì ad affermarsi soprattutto negli ambienti dell’alta aristocrazia e venne chiamato presso tutte le corti d’Europa. Sembra che principi e zar facessero a gara per commissionargli opere celebrative, soprattutto busti e ritratti, che lo scultore eseguì con una rara perizia tecnica e una grande sicurezza nel modellato, restando sempre ancorato alla tradizione scultorea italiana.

Molti di questi busti presentano delle basi eleganti ispirate alla tradizione classica e rinascimentale. Un esempio di questo lavoro è il bellissimo ritratto di Franca Florio, catturata in tutta la sua fierezza, mostrandosi di profilo con il mento verso l’alto e una raffinata acconciatura.
Dall’Inghilterra alla Russia, sono innumerevoli i volti aristocratici che vedono espressa, nel lavoro del Canonica, non solo la loro immagine, ma anche la loro psicologia, le loro fragilità e a volte anche la tristezza, che lo scultore riesce a esprimere ispirandosi alla letteratura. È questo il caso della bellissima statua che, riprendendo il celebre romanzo di Verga “Storia di una Capinera”, rappresenta una giovane suora dall’aria triste e malinconica, che ha appena preso i voti e che, con sguardo sconsolato, sembra pensare alla vita che ha dovuto lasciarsi alle spalle.

Il museo è ricco non solo di ritratti di uomini illustri e potenti, ma anche di splendidi insiemi di sculture. A questo proposito un grande pezzo qui conservato è il gruppo dell’Abisso, che ritrae un uomo e una donna stretti in un abbraccio con gli occhi spalancati e pieni di timore come se fossero proprio di fronte a un precipizio, al nulla, all’abisso, per l’appunto.

Nel 1922 l’artista si stabilisce definitivamente a Roma e ottiene dal Comune l’uso di questa “Fortezzuola”, nel cuore della capitale, nel mezzo del bellissimo parco di Villa Borghese, dove l’artista vive e lavora fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1959, anno della sua morte, il Comune di Roma adibì la casa a museo dove ancora oggi si possono ammirare sia i tanti busti e ritratti, sia le grandi statue celebrative degli zar russi e alcuni monumenti funebri. L’ingresso al museo è libero e gratuito per tutti.

Emanuela Maisto