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LA BASILICA DEGLI AFFOGATI: SAN BARTOLOMEO ALL’ISOLA

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Questa splendida Basilica ha oltre mille anni di storia.

La sua costruzione, infatti, risale al 997, anno che vide il martirio di Sant’Adalberto di Praga. L’imperatore Ottone III volle onorare il martire con una chiesa che fece costruire sulle rovine del Tempio di Esculapio, nell’Isola Tiberina. Questo era un luogo di pellegrinaggio già molto conosciuto ed erano numerosi coloro che andavano in visita in questo ritrovo sacro, chiedendo e implorando la propria guarigione.
Altra vicenda legata ad Ottone III fu quella della sua richiesta alla città di Benevento del corpo di San Bartolomeo apostolo. I beneventani, volendolo tenere per loro, inviarono, al posto della salma richiesta, le spoglie di San Paolino da Nola. Ma l’imperatore si accorse immediatamente dell’inganno e per questo espugnò Benevento e portò il corpo di Bartolomeo a Roma, collocandolo nella nuova chiesa che ebbe così l’appellativo dei Santi Adalberto, Bartolomeo e Paolino.
L’epigrafe scolpita nel 1113 sull’architrave della porta maggiore documenta il primo restauro della chiesa dovuto all’imperatore Pasquale II. Successivamente ve ne sarà un altro, nel 1180, dopo aver ricevuto il titolo di San Bartolomeo ed in seguito ad una terribile piena del Tevere, nel 1557, che danneggiò seriamente l’edificio. Essa poi fu rimodernata nel 1624 dal Torriani e ritoccata nel 1852.
Attualmente l’interno della chiesa si presenta a tre navate con tre cappelle per lato. Al centro della gradinata del presbiterio insiste una vera marmorea ritenuta di Pietro Vassalletto, ricavata dal rocchio di un’antica colonna appartenente ad un pozzo d’acqua, tra l’altro ritenuta miracolosa.
Nella Cappella del Sacramento è incastrata una grossa palla di cannone che qui cadde durante l’assedio dei francesi alla Repubblica romana nel giugno del 1849. Alcune fonti riportano che la chiesa, in quel momento, era piena di gente che restò miracolosamente illesa. È per questo motivo che la palla è soprannominata “del miracolo”. Alla sinistra della chiesa sorge la Cappella dell’Addolorata, assegnata alla confraternita dei Sacconi Rossi. Nel vasto stanzone sotterraneo i suoi membri raccoglievano i miseri resti degli annegati e delle persone uccise dai briganti poi abbandonate lungo il Tevere. Proprio qui, successivamente, venivano sepolti. Questo cimitero sotterraneo presenta una curiosa decorazione ad ossami che lo collega ai sotterranei della chiesa dell’Orazione e Morte, in via Giulia, a quella dei Cappuccini in via Veneto e a quella delle Stimmate, vicino Largo di Torre Argentina. Ogni 2 novembre, in ricordo di quei defunti, si svolge una fiaccolata fino all’Isola Tiberina organizzata dalla confraternita di Santa Maria dell’Orto a Trastevere, accompagnata da una benedizione delle acque e dalla recita di litanie per gli affogati.
La Basilica di San Bartolomeo è oggi un luogo molto vivo di preghiera e di incontro, soprattutto dopo l’affidamento della stessa, nel 1993, alla Comunità di Sant’Egidio, che ne ha incentivato le iniziative e le attività.

Emanuela Maisto