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La Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso

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meraviglie 118 - basilica dei santi ambrogio e carlo

Situata in via del Corso, al civico 437, la basilica è uno dei più alti esempi del Barocco romano

spesso paragonata anche alla chiesa del Gesù per la sua magnificenza. Essa è considerata la chiesa regionale dei Lombardi.
Questa basilica originariamente era una chiesa dedicata a San Nicola de Tofo, concessa poi, nel 1471, da Papa Sisto IV, ai Lombardi e alla loro comunità residente a Roma, i quali la ristrutturarono e la dedicarono a Sant’Ambrogio, costituendovi ai lati un ospedale e la sede per la loro confraternita. La chiesa venne poi demolita nel 1672, per fare posto alla nuova costruzione.
I lavori della basilica iniziarono già nel 1612 in seguito alla canonizzazione di Carlo Borromeo Arcivescovo di Milano avvenuta nel 1610. Venne quindi dedicata a questo santo lombardo, oltre che al patrono di Milano Ambrogio.
Mise mano all’opera Onorio Longhi, a lui successe il figlio Martino; alla morte di questi, però, avvenuta nel 1634, si ebbe un’interruzione dei lavori, che ripresero nel 1665 con Pietro da Cortona, al quale si devono la cupola e l’abside, conclusi nel 1672.
La facciata, invece, fu costruita tra il 1682 e il 1684 sui disegni del Rinaldi e su progetto del Cardinale Alessandro Omodei, terminando con una tribuna su piazza Augusto Imperatore.
La tribuna ha assunto oggi una fisionomia diversa dalle origini, quando ancora intorno alla chiesa gravitava un intero quartiere. Essa cambiò radicalmente quando questo fu demolito tra il 1934 e il 1940.
Nei vani di due finestre cieche si possono ancora vedere due epigrafi latine che esaltano il pontificato di Pio XI, che compì gli studi presso il seminario dell’arciconfraternita e che celebrò proprio in questa chiesa la sua prima messa nel 1879.
Ai lati della tribuna capeggiano due statue gigantesche dei santi Ambrogio e Carlo, opera rispettivamente di Arturo Dazzi e Attilio Selva.
L’interno ha una ricchissima decorazione a stucco su disegno di Pietro da Cortona, mentre la pala d’altare che rappresenta la gloria dei Santi Ambrogio e Carlo è di Carlo Maratta.
In una nicchia dietro l’altare si trova la reliquia del cuore di San Carlo, che fu trasportato a Roma e riposto nella chiesa con una solenne cerimonia nel 1614.
Nelle nicchie delle navate laterali sono poste alcune statue di santi di Francesco Cavallini, invece nell’antisagrestia si trova una bellissima Crocifissione del Borgognone.

Emanuela Maisto