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La Basilica di San Lorenzo in Damaso

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Chiesa di San Lorenzo in Damaso, Lazio, Italy

La basilica è situata in piazza della Cancelleria, nel rione Parione. In realtà proprio in questa sede sorgeva una chiesa già ai tempi di papa Damaso, che ebbe questo titolo dal 366 al 384 d.C. Essa venne demolita e il nuovo edificio fu inglobato nel vicino Palazzo della Cancelleria, tanto che le due facciate, oggi, sono in continuità fra di loro.

I lavori di rifacimento della basilica furono opera di Donato Bramante che nel XV secolo, restaurando il contiguo Palazzo della Cancelleria su volere del Cardinale Raffaele Riario, le diede una nuova forma interna e riutilizzò nel cortile le colonne di granito della chiesa precedente.

Successivamente, nel 1640, anche il Bernini diede il suo contributo e trasformò il presbiterio con l’abside a due ordini di paraste. In seguito alla dominazione francese, nei primi anni del XIX secolo, la basilica fu sconsacrata e durante l’epoca napoleonica, fu ridotta a scuderia e stalla. Sotto Papa Pio VII e per sua volontà e indicazione, nel 1820 venne ristrutturata da Giuseppe Valadier con l’avanzamento del presbiterio di due campate e la riduzione della navata centrale, ricevendo l’assetto attuale che oggi vediamo.

Purtroppo il 31 dicembre 1939 la chiesa subì un incendio che causò lo sprofondamento del pavimento dell’ala sovrastante, per cui Papa Pio XII fece rifare il soffitto cambiando e modificando in parte i lavori del Bernini e del Valadier.

In anni recenti alcuni scavi hanno portato alla luce delle antiche costruzioni; sembra infatti che la chiesa sia stata realizzata su un mitreo romano e su un cimitero databili al V secolo.

L’antica chiesa paleocristiana aveva una navata trasversale posta dietro l’abside, tanto che la basilica appariva circondata da portici. All’interno è conservata la tomba di Pellegrino Rossi, assassinato nel Palazzo della Cancelleria nel 1848, e il sepolcro del letterato Annibal Caro, traduttore dell’Eneide di Virgilio.

Nella prima cappella a destra si trova un crocifisso ligneo del Trecento che, si narra, avrebbe parlato a Santa Brigida di Svezia. Nel presbiterio si trova un quadro ad olio di Federico Zuccari raffigurante l’Incoronazione di Maria e Santi e sotto l’altare sono custoditi i corpi dei santi Eutichiano e Damaso. Nella navata sinistra si può ammirare la Cappella della Santissima Concezione di Pietro da Cortona che conserva la Vergine di Grottapinta, una tavola risalente al XII secolo.

Emanuela Maisto