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La Basilica di San Pietro in Vincoli

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Un luogo di culto e preghiera intriso di storia, arte e leggenda.

Situata nella piazza omonima sul colle Oppio, la basilica di San Pietro in Vincoli è soprannominata “Eudossiana”, perché fu edificata da Eudossia Licinia intorno al 460, sposa dell’imperatore romano d’Occidente, Valentiniano III e figlia dell’imperatore romano d’Oriente, Teodosio II. Secondo la tradizione la madre dell’imperatrice Eudocia Licinia, durante un viaggio a Gerusalemme, avrebbe avuto in dono dai primi cristiani di quella città, le catene che avevano avvinto san Pietro durante la prigionia per ordine di Erode e lei le avrebbe mandate alla figlia, che a sua volte le mandò al Papa Leone I. La legenda vuole che mentre il Papa riceveva le due catene di San Pietro, queste, venute a contatto, si fusero miracolosamente in una catena unica. Proprio in memoria di questo evento fu fondata la Basilica, consacrata da Sisto III nel 493 e ristrutturata nel Quattrocento da Sisto IV e successivamente anche nel Cinquecento da Giulio II e infine restaurata sia nel Settecento che nell’Ottocento. Ancora oggi le catene di San Pietro sono custodite dentro il tabernacolo detto della “Confessione” in un’urna di bronzo dorato che viene mostrata ai fedeli il primo di Agosto nel corso di una solenne cerimonia religiosa. Un’altra caratteristica della Basilica è il grande Mausoleo di Giulio II, opera concepita e realizzata in gran parte da Michelangelo, tra il 1513 e 1516 e terminata con alcune sculture dei suoi discepoli. E’ di Michelangelo la grande scultura del Mosè seduto che guarda sdegnoso gli ebrei idolatri del Vitello d’oro. Di questa statua si raccontano due legiende. La prima narra che un giorno, l’artista, contemplando l’opera con soddisfazione, abbia esclamato al profeta: “Parla!”e adirato per non aver ottenuto, ovviamente, risposta, gli abbia scagliato addosso uno scalpello, colpendolo al ginocchio destro, ma del colpo oggi non ce n’è traccia. E sempre su questa statua si racconta che un giorno si fece notare a Michelangelo che il naso del profeta era sproporzionato. L’artista, dando l’impressione di apprezzare la critica, prese scalpello e martello e, dando le spalle ai suoi interlocutori, fece finta di dare alcuni colpi per ridurre il naso. Gli spettatori soddisfatti e ignari della falsa operazione del Michelangelo, commentarono sorridenti:”Ora va benissimo!!”
All’interno del Mausoleo si trovano anche le spoglie di Papa Giulio II, che furono sepolte qui molto tempo dopo la sua morte. Giulio II infatti morì nel 1513, quando il Mausoleo non era ancora terminato. La sua salma ( fra l’altro la prima salma imbalsamata di un pontefice! ), fu quindi inizialmente sepolta nella Cappella del Coro della Basilica di San Pietro, rivestita di ricchissimi paramenti e con numerosi anelli di enorme valore. Nel 1520 i Lanzichenecchi profanarono la tomba, facendo piazza pulita di ogni oggetto prezioso e spargendone le ossa. Quando nel 1610 fu fatta la ricognizione del sepolcro, furono ritrovate solo poche ossa e le vesti del defunto che vennero traslate prima nella Cappella della Rovere di Santa Maria del Popolo e successivamente nel Mausoleo di San Pietro in Vincoli, dove si trovano tuttora.
Ma le meraviglie di questa Basilica non finiscono qui!
Infatti nella Cripta, sotto l’altare, è situato un sarcofago con le presunte reliquie dei Maccabei e nella navata destra si può ammirare un magnifico Sant’Agostino del Guercino e in quella sinistra un Cristo deposto del Pomarancio.

Emanuela Maisto