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La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei martiri e la sua grande meridiana

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La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri sorge a Roma nel complesso delle Terme di Diocleziano, in piazza della Repubblica, e nasconde al suo interno una grande meridiana che fino al 1846, quando fu sostituita dal cannone del Gianicolo, permise la sincronizzazione di tutti gli orologi della città. Il progetto fu predisposto per volere di Papa Clemente XI da una commissione di esperti il cui primo segretario era l’astronomo Francesco Bianchini. Il fine era quello di verificare la funzionalità effettiva del Calendario Gregoriano, nonché quello di facilitare l’indicazione della data della festività pasquale. Infatti il compito della meridiana, secondo la volontà papale, era quello di indicare con certezza assoluta il giorno dell’equinozio di primavera, in modo da poter far cadere Pasqua nella prima domenica successiva al plenilunio che a questo equinozio fa seguito. Così, la Meridiana venne completata ed inaugurata dal Papa il 6 ottobre del 1702, dopo due anni di lavori. Una lunga striscia di bronzo piantata nel marmo del pavimento della Basilica corre per 45 metri; alla sua destra ci sono le raffigurazioni delle costellazioni estive ed autunnali, alla sinistra quelle autunnali e primaverili. Esse sono raffigurate con l’ausilio dei segni zodiacali. Lungo questa via bronzea corre la luce del sole, segnando le ore e le stagioni. La Basilica è stata creata per volontà di Antonio del Duca, in seguito ad una visione in cui vide una “luce più che neve bianca” che si ergeva dalle Terme di Diocleziano con al centro i sette martiri. Questo lo avrebbe convinto che lì doveva sorgere un tempio dedicato ai sette Angeli e segnò il loro nome sulle colonne all’interno del frigidarium. Ma il pontefice Paolo III non sostenne il progetto. La Basilica venne realizzata con il pontificato di Marcello II e di Paolo VI e nacque con la bolla Pontificia del 27 luglio del 1561 con il nome”Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum. L’incarico fu affidato a Michelangelo che si limitò a restaurare l’aula del tepidarium, dimostrando un atteggiamento moderno e non distruttivo nei confronti dei resti archeologici, delimitando, con pochi setti murari, tre campate contigue coperte a crociera, a cui sono aggiunte due cappelle laterali quadrate, e creando così un edificio ecclesiastico singolare per la sua epoca, con una spazialità dilatata lateralmente anziché longitudinalmente, nonostante il parere dei committenti. Luigi Vanvitelli, nel 1750, decorò nello stile dell’epoca il sobrio interno michelangiolesco mutando completamente le caratteristiche dell’architettura del cui aspetto interno non rimane alcuna documentazione. Vanvitelli curò anche il trasporto a Santa Maria degli Angeli delle grandi pale d’altare della Basilica di San Pietro sostituite da copie a mosaico per ragioni conservative (erano minacciate dall’umidità). Santa Maria degli Angeli risultò così una ricchissima pinacoteca con opere dal XVI al XVIII secolo, dal Martirio di San Sebastiano del Domenichino, alla Caduta di Simon Mago di Pompeo Batoni, al Battesimo di Gesù di Carlo Maratta. La facciata vanvitelliana fu demolita nel 1911 per riportare in vista la nicchia del calidarium. Con le nozze di Vittorio Emanuele III la Basilica divenne chiesa di Stato, rango che conserva tuttora. I restauri degli inizi del XX secolo eliminarono la facciata del Vanvitelli considerata più tarda del resto dell’edificio e la trasformarono in un nicchione ad esedra con due ingressi ad arco. Il 28 febbraio del 2002 le vecchie porte lignee furono sostituite con delle nuove realizzate dal polacco Igor Mitoraj. La porta destra ha come tema l’Annunciazione e raffigura la Vergine Maria e il mondo. Sulla lunetta vi è una schiera di angeli rappresentati con la sola testa bendata ed un corpo di una giovane acefala. La porta di sinistra rappresenta la Resurrezione e la Crocifissione con una testa bendata ed una palma. Sulla lunetta vi sono delle figure rappresentanti i martiri, per richiamare il nome della Basilica. Sul retro delle porte vi sono dei pannelli raffiguranti quattro arcangeli.

Emanuela Maisto