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La casa di Fiammetta

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meraviglie 124 - casa di fiammetta

Un’abitazione del 400 nel Rione Ponte

Si tratta di un’abitazione a due piani, risalente al Quattrocento, che salta immediatamente agli occhi appena svoltato l’angolo tra piazza Fiammetta e via degli Acquasparta, nel Rione Ponte. L’edificio è connotato da un porticato sorretto da pilastri e colonne. Tale casa venne attribuita a Fiammetta Michaelis, cortigiana fiorentina che svolse la sua professione a Roma nel XV secolo

Fiammetta arrivò in città appena tredicenne, accompagnata dalla madre, meretrice anch’ella. Visse nella Capitale fin dal 1478, svolgendo la professione più antica del mondo e divenendo, ben presto, la favorita del cardinale umanista Iacopo Ammannati. Il loro amore durò all’incirca un anno e mezzo. Quando il cardinale morì, nel 1479, lasciò tutti i suoi averi proprio a Fiammetta, e il fatto suscitò grande scalpore tanto che Sisto IV fece bloccare il testamento, facendolo gestire da una commissione creata appositamente.
Fiammetta ottenne, in ogni caso, quattro immobili degni di nota: una vigna con casino presso la Porta Viridaria del Vaticano; un’abitazione provvista di torre nello scomparso vicolo della Palma, oggi chiamato vicolo San Simone; una casa, tuttora esistente, in via dei Coronari 157; l’edificio che oggi viene chiamato “Casa di Fiammetta”, in via Acquasparta 16, ad angolo con la piazza intitolata, appunto, alla cortigiana.
Nel 1483 Fiammetta divenne l’amante di Cesare Borgia, figlio di Papa Alessandro VI e detto “il Valentino”, poiché nominato dal re di Francia Luigi XII Duca di Valentinois. Si racconta che il cardinale andava a far visita alla dama nella sua vigna in Vaticano, vestito di porpora e armato di spada, con cui poteva difendersi dagli assalti dei banditi, oltre che da tutti quelli che intendessero spiare la sua movimentata vita amorosa.
La Casa di Fiammetta, di sobria architettura rinascimentale, conserva ancora degli elementi medioevali. È costruita in laterizio ed è dotata di tre finestre senza mostre, la centrale delle quali presenta un davanzale ornato. All’ultimo piano sussiste un loggiato architravato, sui cui pilastri quadrati poggia direttamente il tetto. Anche se gli storici sono stati spinti a pensare che la cortigiana non abitasse qui (sembra infatti che ne ricavasse solo un affitto annuo), il toponimo di piazza Fiammetta compariva già nella pianta di Roma del 1625.
La cortigiana morì nel 1512, lasciando in eredità al figlio Andrea questa casa, quella su via dei Coronari e la vigna presso la porta Viridaria in Vaticano. La donna venne sepolta poco distante, nella chiesa di Sant’Agostino, dove aveva acquistato una cappella che fece decorare, come riferisce il Vasari, da un pittore fiorentino con affreschi e dove troneggiava una pala della Pietà, donata nel 1606 al cardinale Scipione Borghese.
Dopo una serie di passaggi di proprietà, alla fine dell’Ottocento la casa entrò in possesso dei Bennicelli che, all’inizio del Novecento, provvidero a un restauro radicale. In questa occasione venne apposto, sopra il porticato, lo stemma della famiglia, ancora oggi visibile.

Emanuela Maisto

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