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La chiesa di San Marco Evangelista

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La chiesa sorge al fianco di Palazzo Venezia, nel rione Pigna, sull’omonima piazza San Marco. Si tratta in realtà di una basilica, antichissima, che venne eretta da Papa Marco nel 336 e successivamente ristrutturata da Papa Gregorio IV nell’833. Di questi anni sono i magnifici mosaici dell’abside, con “Gregorio IV che mostra il modellino della chiesa” e gli affreschi di Melozzo da Forlì con “Cristo tra i santi Marco Papa, Agapio, Agnese, Felicissimo e Marco Evangelista”.

La chiesa fu rinnovata completamente con il pontificato di Papa Paolo II nel 1465. Il pontefice la destinò poi alla comunità veneziana di Roma. Il soffitto blu e dorato a cassettoni è databile in questi anni, e si attesta come l’unico quattrocentesco di Roma, insieme a quello della basilica di Santa Maria Maggiore.

Particolarità della chiesa sono i frammenti archeologici conservati nel portico, fra cui la lapide funeraria di Vannozza Cattanei, l’amante di Alessandro VI, morta nel 1518, la cui tomba originaria si trovava in Santa Maria del Popolo.

Molte sono le opere, oltre a quelle citate, che si possono ammirare all’interno della basilica. Di notevole prestigio è infatti la tomba di Leonardo Pesaro, scolpita dalla mano di Antonio Canova. Inoltre è qui visitabile la Cappella Capranica con il dipinto di Pier Francesco Mola del 1655 e raffigurante “San Michele che scaccia Lucifero”, oltre all’affresco con “Il martirio dei santi Abdon e Sennen” di sua stessa mano. Nella terza cappella della navata destra si trova invece “L’Adorazione dei Magi” di Carlo Maratta.

Nel presbiterio è conservata un’urna di granito che raccoglie i resti di San Marco Papa; su una balaustra che un tempo era posta nel portico e ora è visibile all’interno della chiesa, probabilmente in origine messa a protezione di un antico pozzo, si può leggere un’iscrizione medievale relativa alla distribuzione popolare gratuita dell’acqua.

Essa riporta anche un anatema per chi avesse richiesto denaro per far bere gli assetati. Davanti alla basilica, ad angolo con il Palazzetto Venezia, insiste il busto di Madama Lucrezia, una delle statue parlanti di Roma insieme a quella di Pasquino.

Emanuela Maisto