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La chiesa di Santa Maria della Pace e il Chiostro del Bramante

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meraviglie 140 - chiostro del bramante

Una chiesa sorta sul luogo di un miracolo

Sorge in un’area anticamente già occupata dalla chiesa di Sant’Andrea di Aquarizariis. Il nuovo edificio dedicato alla Madonna della Pace venne costruito perché sotto il portico della chiesa di Sant’Andrea vi era una effige della Madonna che, dopo essere stata colpita da una sassata da un giocatore di dadi infuriato per aver perso del denaro, sanguinò. A seguito di questo evento il Papa reggente, Sisto IV, nel 1482 si recò in processione sul luogo del prodigioso miracolo e dichiarò di voler innalzare una nuova chiesa dedicata alla Vergine se la pace d’Italia fosse stata salvata. Quelli, infatti, erano gli anni in cui a Firenze aleggiava ancora il ricordo della congiura dei Pazzi ed era ancora viva la preoccupazione di una guerra interna tra i vari stati italiani. Il voto fu propizio, si ebbe la pace e così venne anche costruita la nuova Chiesa ad opera di Baccio Pontelli. Successivamente fu restaurata sotto Papa Alessandro VII da Pietro da Cortona, nel 1656, il quale fece una nuova facciata adornandola con il caratteristico portico semicircolare che definì una specie di piazzetta a cui però non fu mai dato un toponimo preciso. 

All’interno della chiesa è possibile ammirare la splendida cappella Chigi, voluta dal Magnifico Agostino Chigi, banchiere del Papa, commissionata a Raffaello nel 1514 con raffigurazione delle quattro Sibille e dei quattro profeti, terminati in seguito da un suo allievo. La cappella Cesi, progettata da Antonio da Sangallo, accoglie due affreschi di Rosso Fiorentino raffiguranti la creazione di Eva e il Peccato Originale. Sempre di Sangallo è la tribuna ottagonale ornata dagli stucchi di Pietro da Cortona, che conserva la tela della Visitazione di Carlo Maratta e la presentazione di Maria del Peruzzi, mentre il coro e l’altare maggiore sono opera del Maderno. Su quest’ultimo vi è l’immagine della Madonna che sanguinò.

Collegato alla chiesa è l’ex convento che il Bramante adornò di uno splendido chiostro, considerato come il più bello di Roma. Esso venne donato da Leone XII nel 1825 alla congregazione dei sacerdoti romani perché vi fondassero delle scuole e degli edifici dedicati all’istruzione dei giovani. Il chiostro è una delle prime opere che il Bramante fece a Roma, esempio di perfezione e bellezza rinascimentale, contraddistinto da un linguaggio severo, spoglio e privo di grandi decorazioni. Nel 1832 vi furono trasferite le facoltà di Filosofia e Teologia mentre, dopo il 1870, venne lì fondata una scuola superiore per iniziativa di Monsignor De Merode, per evitare che i ragazzi fossero costretti a frequentare il Regio Ginnasio Visconti, ex Collegio Romano. Queste nuove scuole vennero poi trasferite in via delle Botteghe Oscure nel 1875 e presero il nome di Angelo Mai. Oggi il chiostro ospita mostre d’arte.

Emanuela Maisto

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