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L’antica via Flaminia. Curiosità e leggende

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La via Flaminia è una strada consolare aperta dal censore Gaio Flaminio Nepote, il quale divenne poi console e morì nella famosa battaglia del lago Trasimeno dell’anno 217 a. C.
La Flaminia era considerata una delle più nobili vie romane, seconda solo all’Appia per l’importanza dei monumenti e la bellezza delle ville che vi sorgevano.
Usciva dal recinto urbano per la Porta Ratumena tra il Campidoglio e il Quirinale. Su tale Porta vi è una leggenda secondo cui il suo nome deriverebbe da quello di un auriga di Veio, che sarebbe stato trascinato in una folle corsa dai cavalli imbizzarriti fino alla porta sulla quale si sarebbe sfracellato.
La via Flaminia procedeva, sotto il nome di via Lata, che dal 1466 viene chiamata via del Corso perché Paolo II ne fece la sede della corsa dei cavalli Barberi, il principale evento del carnevale romano.
In questa zona sorgeva anticamente la chiesa di Santa Maria in via Lata, la quale sarebbe stata costruita, secondo una leggenda, nel luogo in cui si trovava la prigione di San Paolo o la sua dimora, dove insieme con San Luca avrebbe scritto gli “Atti” degli Apostoli. In effetti la chiesa fu chiamata anche dei SS. Paolo e Luca, denominazione nata dalla leggenda.
Passava all’altezza di Palazzo Fiano, che fu abitato tra l’altro dal cardinale portoghese Giorgio De Costa, e attraversava un secondo arco detto “del Portogallo” proprio in ricordo del sacerdote. L’arco fu eretto forse da Antonino Pio in onore del predecessore Adriano. Secondo altre ipotesi sarebbe stato uno degli accessi monumentali al Tempio del Sole di Aureliano. Un’antica leggenda narrava che sotto l’arco fosse nascosto un tesoro. Ci fu chi lo cercò ma non fu trovato nulla.
Al Ponte Milvio la via Flaminia andava a destra e proseguiva lungo il Tevere, più vicina a questo di quanto non lo sia attualmente. Conduceva a Rimini dove fu allungata fino ad Aquileia dal figlio di Caio Flaminio.

Massimiliano Liverotti