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Le Reliquie di San Lorenzo in Palatio

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A San Giovanni nel complesso della Scala Santa

Situata in piazza di San Giovanni in Laterano, fa parte del complesso della Scala Santa. La scala è completamente affrescata con Storie dell’Antico Testamento e Storie di Cristo, di diversi artisti tra i quali Giovanni Baglione, Paolo Brill e Paris Nogari.

La scalinata è composta da 28 scalini, che i pellegrini ancora oggi salgono in ginocchio per ricordare la Passione sofferta da Cristo. È anche detta Sancta Sanctorum, nome che rievoca quello assegnato dagli ebrei alla parte del tempio di Gerusalemme dove ere custodita l’Arca Santa, e che gli fu dato perché in essa erano custodite le più preziose reliquie cristiane.

Si racconta che l’imperatrice cristiana S. Elena, nel 326 fece trasportare a Roma, dal pretorio di Pilato in Gerusalemme, la Scala che più volte fu salita da Gesù il giorno della sua condanna a morte. Per questo fu chiamata Scala Pilati o Scala Sancta.
Anticamente questa scala era situata nel complesso dei Palazzi Lateranensi che erano sede dei Papi, ma Sisto V nel 1589 la fece collocare davanti alla cappella papale dove poi è rimasta formando l’attuale unico edificio.

Superata la scala si arriva alla stupenda cappella davanti alla quale il pellegrino, raggiunto l’ultimo gradino, può pregare attraverso la massiccia inferriata che la protegge. Qui era custodito il prepuzio di Gesù Bambino, i suoi sandali, il divano su cui si sdraiò per consumare l’ultima cena, alcune pietruzze della colonna alla quale fu legato per essere flagellato, la canna con cui fu percosso, parte della spugna imbevuta di aceto che gli fu offerta mentre era sulla croce e le teste di San Pietro e di San Paolo. Di tutte queste reliquie alcune sono scomparse. Il prepuzio di Gesù, rubato probabilmente da un lanzichenecco, finì fino al 1985 a Calcata, nella parrocchia dei Santi Cornelio e Cipriano. Successivamente ricomparve misteriosamente. Le teste dei Santi Pietro e Paolo sono ora venerate nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Le reliquie rimaste sono conservate in 28 tabernacoli ogivali. 

Sull’altare, protetta da sportelli che sono quasi sempre chiusi, si trova l’immagine acheropita, cioè non dipinta da mano umana, del Redentore. Questa antica e preziosa immagine è dipinta su legno e rappresenta il Salvatore seduto in trono con la mano destra benedicente e con il rotolo del Vangelo nella mano sinistra. La tradizione vuole che questa immagine venne dipinta dall’evangelista Luca con l’aiuto di un angelo. La raffigurazione di Gesù venne venerata fin dal pontificato di Stefano II che istituì una processione per Roma con essa. Lo scopo era di chiedere l’aiuto divino contro i Longobardi.

Sopra l’altare si trova l’iscrizione “Non est in toto sanctior orbe loco” che tradotto recita: non esiste luogo più santo di questo. Gli affreschi sulla volta e nelle lunette sono del XIII secolo, mentre i santi raffigurati dentro le edicole ogivali sono opera di Giannicola di Paola.

La Scala Santa a Roma, benché la più famosa, non è l’unica al mondo. Ne esistono altre a Gerusalemme (che la leggenda vuole sia stata ugualmente percorsa da Gesù), a Lourdes, a Mantova, a Reggio Emilia, a Torino e in molte altre città italiane e all’estero.

Emanuela Maisto