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Lo scultore Bertel Thorvaldsen e il suo rapporto con Roma

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Il 29 agosto 1796 lo scultore danese Bertel Thorvaldsen partì da Copenaghen per la città di Roma e, dopo aver sostato a Malta e a Napoli, vi arrivò l’8 marzo dell’anno successivo. Colpito dalla bellezza del luogo, divenne sua abitudine dire di essere nato proprio il giorno che vi giunse. Da allora, infatti, festeggiò il suo compleanno l’8 marzo.
Thorvaldsen era nato forse a Copenaghen o, secondo alcuni studiosi, a bordo di una nave in viaggio tra l’Islanda e la Danimarca; altre versioni riportano la sua nascita in Islanda. Entrò undicenne nell’Accademia delle Belle Arti di Danimarca dove ricevette una borsa di studio per un viaggio a Roma. Qui, nei primi anni di permanenza, scolpì la grande statua di Giasone, di cui si trova una copia a Valle Giulia.
A causa delle misere condizioni in cui versava nel suo studio (in via del Babuino 119) fu costretto a fissare la data della sua partenza definitiva. Nel 1803, quando l’artista stava per lasciare Roma, si presentò alla sua porta Thomas Hope, un banchiere inglese, ordinandogli una copia in marmo del Giasone per la somma di seicento zecchini. Thorvaldsen rimase così nella Capitale e da allora realizzò molti capolavori.
Nel 1812 l’Accademia di Francia gli ordinò il bassorilievo del “Trionfo di Alessandro” per ornare l’appartamento allestito per Napoleone al Quirinale. In seguito Thorvaldsen fu eletto Vicepresidente dell’Accademia di San Luca. Leone XII si recò ad ammirare le opere dello scultore danese nel suo nuovo studio presso il Palazzo Barberini.
Nel 1837, durante un’epidemia di colera a Roma, Thorvaldsen lasciò la città e ritornò a Copenaghen, dove fu accolto trionfalmente e dove, pochi anni dopo, fu creato un museo dedicato alle sue opere, ma prima che la costruzione fosse completata, nel 1844, il vecchio scultore morì al vertice della propria gloria. A Roma gli fu dedicata una piazza, che si trova a ridosso di Villa Borghese, ed è attraversata da viale delle Belle Arti.

Massimiliano Liverotti