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Nuove acquisizioni per la Villa dei Quintili

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Gli scavi di Santa Maria Nova promettono scoperte interessanti. Anche un fantasma nella vicenda dell?acquisto

 

Per un miliardo e 400 mila euro la Soprintendenza di Roma nei mesi scorsi è riuscita ad aggiudicarsi i tre ettari della proprietà degli Ewan Kimble, a Santa Maria Nova, aggiungendoli ai circa ventiquattro della Villa dei Quintili, già espropriati nel 1985.

Questo piccolo tesoro di ruderi e storia si trova al Quinto Miglio della Appia Antica ed è composto da un edificio medievale di tre piani che insiste su una cisterna di raccolta, che serviva la vicina Villa dei Quintili, e dalle mura di una fortezza e di una torre costruite nel XIII secolo dai Caetani. La Soprintendenza, che ha appena avviato i lavori di ripulitura e deforestazione, si dice certa dell?importanza dei ruderi, senza dubbio legati alle strutture della Villa adiacente.

Il sito rientrava nel demanio ecclesiastico già dal IX secolo e prese il nome dalla congrega degli olivetani, che facevano capo alla chiesa di Santa Maria Nova, tra il Colosseo e il Palatino, oggi riconvertita in Santa Francesca Romana. Proprio degli olivetani era il casale medievale che sarà oggetto di restauro. I monaci sfruttarono la tenuta come orto e realizzarono una serie di suggestivi cortili.

Rita Paris, cui è affidata la cura dell?Appia Antica, frena comunque gli entusiasmi dicendo che «i lavori sono ancora all?inizio e bisognerà procedere a una metodica campagna di scavi prima della manutenzione necessaria per collocare il sito all?interno di un adeguato percorso di visita». Rimane però ottimista, perché «a far ben sperare è la vicinanza con la Villa dei Quintili, che durante i lavori di ristrutturazione portò alla luce un inestimabile patrimonio storico e artistico».

La zona, che assunse nel tempo diversi nomi, come ?lo Statuario? per la mole di opere scultoree rinvenute o ?la Città Vecchia? per la grandiosità degli edifici, riveste una grande importanza per il valore di luogo sacro che la tradizione gli riconosce sin dall?antichità. In queste vicinanze si colloca il campo dove avvenne il leggendario scontro fra gli Orazi e i Curiazi e il confine del territorio cittadino di Roma. Tutta l?area era inoltre piena di sorgenti naturali e di acque termali che gli antichi usavano nei loro riti di purificazione. 

Gli Ewan Kimble, coppia di americani che da tempo ne deteneva la proprietà, hanno deciso di cederla dopo una lunga trattativa. Sembra che ad aver pesato sulla decisione sia stata anche l?involontaria complicità di un fantasma. La vecchia proprietaria dice che più volte, durante la notte, il canto di una bambina l?ha destata dal sonno e che gli stessi ospiti durante i ricevimenti hanno avvertito la sua ostile presenza nella casa. Forse ad aleggiare ancora su queste suggestioni è una storia che risale al 1485, riguardante la leggenda di Tulliola. La mummia di Tulliola, che si dice fosse figlia dello stesso Cicerone, era stata trovata ancora intatta nella sua sepoltura. Esposta al Campidoglio, a causa dell?esposizione all?aria si era dissolta dopo due giorni. Il fenomeno a quel tempo destò così tanto scalpore da alimentare il mito del fantasma. Ed è noto che le leggende sono dure a morire!

Tralasciando le facili suggestioni che i luoghi antichi e carichi di ricordi evocano, ben più reali sembrano gli inconvenienti che la Soprintendenza deve fronteggiare per rendere agibile l?area. Affatto spaventati dalla presenza del fantasma sembrano essere gli extracomunitari che abitano abusivamente nei locali del casale, nonostante i continui richiami e gli sgomberi delle Forze dell?Ordine. Ulteriore disagio alla prosecuzione dei lavori è anche un pastore con le sue pecore, che rifiuta di lasciare quello che fino ad ora è stato un comodo e gratuito pascolo. 

 

Giuseppe Lippera