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Nuove ipotesi sulla data della fondazione di Roma

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Recenti scoperte archeologiche rimettono in discussione il Natale di Roma

La data della fondazione di Roma è stata fissata tradizionalmente il 21 aprile dell’anno 753 a.C., effettuata da Romolo, gemello di Remo e figlio di Rea Silvia e del dio Marte. La data è stata calcolata dallo storico Varrone sulla base dei calcoli effettuati dall’astrologo Lucio Taruzio. Alcune scoperte archeologiche recenti tuttavia hanno messo in dubbio tale datazione. Nel Foro Romano infatti è stato rinvenuto un muro composto da blocchi di tufo vulcanico risalente a molto prima del 753 a.C. Secondo gli studiosi questo muro era stato eretto per contenere le acque di un piccolo affluente del Tevere: lo Spino. Tali resti sono stati rinvenuti nel corso dello scavo del Lapis Niger, un santuario in pietra nera. Accanto al muro, inoltre, sono stati ritrovati frammenti di ceramica e cereali. Tali scoperte suggerirebbero che Roma sia stata fondata circa duecento anni prima di quanto si fosse finora ritenuto.

Il Lapis Niger è un sito archeologico collocato all’interno del Foro Romano dove, secondo una leggenda, sarebbe stato sepolto Romolo o, come riportato da altre versioni, Osto, nonno di Tullio Ostilio. Nella tarda età repubblicana l’area venne sepolta, recintata e coperta da lastre di marmo nero, da cui deriverebbe il suo nome. Fu considerata “luogo funesto” in quanto i Galli, durante il saccheggio del 390 a.C., avevano profanato la tomba che si trovava in quell’area.

Forse i reperti archeologici più antichi rinvenuti a Roma sono alcuni frammenti di ceramica databili intorno al XIV – XIII secolo a.C. nell’area all’incrocio tra l’odierna V. L. Petroselli e il Vico Jugario. Tali resti testimonierebbero un primitivo centro abitato. Le tracce di vita, successivamente, si sarebbero estese alla zona del Foro Romano.

Massimiliano Liverotti