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Piazza e via di Pasquino

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La piazza è situata a ridosso di p.za Navona , tra via di S. Maria dell’Anima e via del Governo Vecchio. La via, invece, va dalla piazza omonima a Piazza Navona. Entrambe prendono il nome dalla “statua parlante” di Pasquino che si trova in loco dal 1501 e che venne alla luce quasi per caso, durante gli scavi per la pavimentazione stradale e la ristrutturazione di Palazzo Braschi. Paragonata da Michelangelo all’Apollo del Belvedere, rappresenterebbe Aiace con il corpo di Achille ed è la più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città. Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette “pasquinate”, dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l’avversione alla corruzione e all’arroganza dei suoi rappresentanti. L’origine del nome è avvolta dalla leggenda, di cui esistono diverse versioni. Secondo alcuni Pasquino sarebbe stato un personaggio del rione noto per i suoi versi satirici: forse un barbiere, un fabbro, un sarto o un calzolaio. Un’ipotesi recente sostiene invece che fosse il nome di un docente di grammatica latina di una vicina scuola, i cui studenti vi avrebbero notato delle rassomiglianze fisiche. Vi è anche un’altra versione che vorrebbe collegare il nome della statua a quello del protagonista di una novella del Boccaccio morto per avvelenamento da salvia, erba nota invece per le sue qualità sanifiche: il nome, quindi, avrebbe indicato chi viene danneggiato dalle cose che si spacciano per buone (come poteva essere, in quel contesto, il potere papale). Fortemente danneggiata dallo smog e dall’incuria, la statua di Pasquino è stata restaurata e inaugurata, assieme ad una nuova recinzione, il 10 marzo 2010.

Emanuela Maisto