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Porta S. Sebastiano

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Alla scoperta della più bella fra le antiche porte romane delle mura aureliane.

Porta S. Sebastiano è la più grande e la meglio conservata delle antiche porte romane appartenenti alla cerchia delle mura aureliane.


Inizialmente fu chiamata Appia poiché era la porta d?accesso alla via omonima. Più tardi ebbe altri nomi come Accia, in quanto vicina al piccolo corso d?acqua oggi noto come Almone ma un tempo chiamato Accio, e Porta Domine quo vadis? per la famosa chiesetta che si affaccia sull?Appia a ricordo dell?incontro di Pietro con Cristo. Il nome attuale è dovuto al fatto che la strada consolare di cui sopra, che esce appunto dalla porta in questione, conduce alla basilica di S. Sebastiano dove fu sepolto il corpo del santo ad opera della matrona Lucina. La porta fu eretta sotto Aureliano a due fornici e fu ricostruita da Onorio ad un solo fornice, mentre la struttura che presenta ancora oggi, frutto dell?opera di imperatori, papi, generali e architetti militari, è un esempio raro di perfetta fusione fra esigenze di funzionalità strategica e qualità di valore estetico. L?arco d?entrata è sormontato da due gallerie coperte e da un cammino di ronda scoperto e merlato ed è fiancheggiato da due torri. Queste ultime, quadrangolari nel basamento e semicilindriche nella parte alta, sono merlate e presentano finestre centinate. Tra gli eventi storici di cui la porta fu testimone, sono da ricordare la sconfitta di Roberto d?Angiò nel 1327, commemorata da un?iscrizione posta, sul piedritto sinistro, al di sotto dell?immagine dell?arcangelo Gabriele, e l?entrata in Roma di Carlo V, nel 1536, all?indomani del Sacco della città perpetrato dai lanzichenecchi nel 1527. In occasione della visita dell?imperatore in questione, il Vasari ci parla della decorazione, della quale purtroppo nulla è rimasto, eseguita sull?architrave della porta, da Antonio e Battista da Sangallo che scolpirono le armi di papa Paolo III e quelle dell?imperatore, con Romolo che poneva rispettivamente sull?una il triregno, sull?altra la corona imperiale. È da ricordare infine che, attraverso porta S. Sebastiano, rientrò anche Marcantonio Colonna vittorioso nella battaglia di Lepanto del 1571.

Porta S. Sebastiano oggi è anche sede del Museo delle Mura Romane. Esso, allestito nei locali della prima e della seconda galleria e nei due torrioni, racconta la storia della difesa di Roma dalla costruzione del recinto serviano fino ai forti eretti dopo l?Unità d?Italia, illustra le vicende della via Appia e del parco dell?Appia Antica ed espone i plastici dei settori più interessanti delle mura e del bastione del Sangallo. Dal museo è possibile accedere alla passeggiata sulle mura che, completamente immersa nel verde, permette di percorrere il cammino di ronda fino ai fornici della nuova porta Ardeatina e di avere un?idea di quale potesse essere il paesaggio urbano prima dell?espansione edilizia post-unitaria. Molto interessanti, per la conservazione delle strutture originarie, i camminamenti fino alla quinta torre, mentre all?altezza della terza, sotto un arco della galleria, è dipinta una Madonna con Bambino d?epoca tardo-bizantina. Nell?undicesima torre, infine, attraverso un?antica scala, si può risalire fino alla terrazza.

Cecilia Cecconi