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Qualche curiosità sul popolo dei Sabini – Parte prima

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Esistono diverse teorie sulle origini dei Sabini, una delle quali li considera un popolo italico di origine spartana. Secondo questa ipotesi, i Sabini sarebbero stati un gruppo di Greci, trasferitosi intorno all’VIII secolo a.C. sulle coste dell’Italia dalle parti dell’odierna Terracina (LT) guidati dall’eroe spartano Sabus. Catone il Censore, invece, riteneva che i Sabini fossero autoctoni, originari di una località di nome Testrunes, situata vicino al Gran Sasso. Il loro nome, secondo lui, deriverebbe da quello del dio Sabo, antica divinità sabina, proveniente dal latino Sabus, come l’eroe spartano.

Secondo altri studiosi i Sabini discenderebbero dagli antichi Umbri e sarebbero appartenuti allo stesso gruppo etnico dei Sanniti e dei Sabelli.

Il ruolo storicamente più importante toccò ai Sabini della Sabina tiberina, il territorio più vicino a Roma. La loro capitale fu Cures (l’odierno comune di Fara in Sabina, Rieti) il cui fondatore fu Modius Fabidius, considerato figlio del dio Quirino (Marte romano), la divinità più venerata dai Sabini. Per questo motivo, infatti, una statua del dio si trovava al centro di Cures.

Secondo una leggenda, i primi contatti tra i Sabini e le popolazioni preromane ebbero luogo in tempi molto antichi quando Clauso, principe e condottiero dei Sabini e capostipite della gens Claudia, appoggiò Turno, re dei Rutuli, nella lotta contro i troiani di Enea, a seguito del loro sbarco sui lidi laziali. La storia è citata tra l’altro nell’Eneide.

Molte famiglie sabine furono incluse nelle cento gens originarie della città ricordate da Tito Livio, i cui capi costituirono il nucleo del primo senato romano.

Tra i personaggi sabini più importanti nella storia di Roma ci furono: il secondo mitico re di Roma, Numa Pompilio, gli eruditi Catone il Censore e Marco Terenzio Varrone, nonché l’imperatore Vespasiano.

Massimiliano Liverotti