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Tesori nascosti a Roma

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Se qualcuno si aggirasse per le strade di Roma alla ricerca di un tesoro, gli consiglieremmo di recarsi dalle parti dell’Arco degli Argentari che si trova tra il Foro Boario e il Velabro. Fu fatto costruire nel 204 dagli argentarii, ossia i banchieri o i cambiavalute. 

 

Al tempo di Pio VI (1559-1565) un goto giunse a Roma portando con sé un antico libro che parlava di un tesoro. Per scoprire dove fosse stato nascosto era necessario cercare un particolare bassorilievo nell’arco raffigurante una serpe e una figura di lato che, con una mano reggeva una cornucopia e, con l’altra, puntava un dito verso terra. Dopo molte ricerche l’uomo trovò le tracce che cercava in un lato dell’arco. Chiese ed ottenne i permessi dal Papa di scavare e di prendersi l’eventuale tesoro che avrebbe rinvenuto. A forza di scalpello, entrò in un lato dell’arco per poi calarsi in una buca. La cavità è tuttora visibile ma sembra che il goto non abbia fatto più ritorno.

Un altro arco legato alla ricerca di un tesoro è quello della Ciambella, che si trovava nella via che porta tuttora il suo nome. Secondo alcune fonti intorno alla metà del Cinquecento, il cardinale Della Valle fece effettuare alcuni scavi nelle Terme di Marco Agrippa con lo scopo di rinvenire antichi tesori. Fu trovata una corona imperiale di metallo dorato che ricordava nella forma le antiche ciambelle romane. Il nome sarebbe passato ad un’antica osteria che si trovava nelle vicinanze e, in seguito, anche all’arco che fu demolito nel corso dei lavori di ristrutturazione della zona voluti da Gregorio XV ( 1621-1623). 

Secondo un’altra versione, tuttavia, l’osteria denominata Sciampella esisteva già da tempo e avrebbe preso il nome dalla forma della sala circolare delle Terme di Agrippa quasi completamente integra fino a quando fu demolita insieme all’arco in occasione dei lavori già citati.  Oggi, di quella sala circolare, è rimasto un rudere alto circa 10 metri.

In passato si ritenne che vi fosse un tesoro nascosto sotto al monumento più importante e conosciuto di Roma: il Colosseo. Nel 1864 un certo Testa chiese ed ottenne i permessi per scavarvi all’interno.

Sembra che fosse in possesso di un’antica pergamena che indicava il luogo in cui era celato un tesoro. Secondo una leggenda, infatti, intorno all’anno mille qualcuno ve ne avrebbe nascosto uno. Diversi studiosi dell’epoca sostennero che a celare il tesoro fossero stati alcuni membri dell’importante famiglia Frangipane. Le ricerche del Testa tuttavia non diedero alcun esito.

Anticamente si riteneva che durante le incursioni barbariche qualcuno avesse celato un tesoro presso il Santuario della Scala Santa che si trova in piazza San Giovanni in Laterano. Intorno al 1600 uno straniero giunto a Roma ne avrebbe saputo l’ubicazione ma era sempre in lite con un suo socio. Lo straniero fu ucciso in un duello nelle vicinanze di Porta San Pancrazio e nessuno riuscì a scoprire il suo segreto.

All’incrocio tra via della Gatta e piazza Grazioli sul cornicione di un palazzo si trova una gattina di marmo che dà il nome alla via. La scultura è stata rinvenuta negli scavi del vicino tempio di Iside e per questo si ritiene che rappresenti una gatta sacra. Secondo una leggenda, seguendo lo sguardo della gatta, è possibile arrivare al punto in cui è sepolto un tesoro. Sembra che siano stati fatti molti tentativi per ritrovarlo, tutti vani.

Speriamo che questa piccola “guida per cacciatori di tesori di Roma” possa essere uno spunto per organizzare delle belle passeggiate per la meravigliosa città, dove forse non troverete forzieri pieni di monete d’oro nascosti, ma che non mancherà di incantarvi per il fascino emanato dalle sue strade ricche di storia e di arte.

Massimiliano Liverotti