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Spettri in toga

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Giulio Ossequente segnala che nel 152 a.C. si tenne una cerimonia sacra perché in diversi luoghi di Roma sarebbero stati avvistati spettri di persone che indossavano la toga, i quali sarebbero scomparsi quando qualcuno avesse tentato di avvicinarli.

Nello stesso anno si celebrarono i funerali di Marco Emilio Lepido. Il console e generale aveva disposto che le sue esequie fossero modeste. Secondo gli esperti questa scelta sarebbe stata all’origine dell’apparizione dei fantasmi con la toga. Gli studiosi hanno fornito una seconda possibile spiegazione: la manifestazione degli spettri potrebbe in qualche modo essere collegata ad un altro evento. Nello stesso anno una colonna sulla cui sommità vi era una statua dorata, situata presso il tempio di Giove in uno spazio compreso tra Campidoglio e Quirinale, fu abbattuta da un fulmine. La caduta del monumento fu letta in chiave negativa. Gli aruspici sarebbero infatti giunti alla conclusione che fosse un segno di estremo disappunto da parte della più importante divinità romana che era, tra l’altro, legata alle magistrature romane. In seguito quasi tutti i magistrati, preoccupati per la loro sorte, si sarebbero dimessi.
Nel 172 a.C. avvenne un prodigio simile: un fulmine abbatté una colonna che era stata eretta circa settant’anni prima sul Campidoglio in onore del console e politico romano Marco Emilio Lepido, omonimo del personaggio storico morto nel 152 a.C. In quell’occasione tuttavia gli aruspici interpretarono l’evento in modo positivo perché nella colonna vi erano stati incastonati i rostri navali considerate spoglie dei nemici e la loro distruzione sarebbe stato segno di vittoria contro gli avversari di Roma.
Nell’antichità, in generale apparizioni di spettri come questa erano piuttosto rari, Livio ne segnala uno simile al tempo della guerra annibalica (218 a.C. – 202 a.C.).

Massimiliano Liverotti