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Tracce di Roma antica nel Texas

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Nel 1886 fu rinvenuto il relitto di una nave nell’isola di Galveston, in Texas.

Secondo alcuni studiosi si trattava di un mercantile romano naufragato nel III o IV secolo d.C., forse portato fuori rotta da una violenta tempesta. Niente indicherebbe infatti che i Romani avevano il Texas nei loro itinerari. I membri dell’equipaggio avrebbero abbandonato la nave, dopo il naufragio in Texas, prendendo contatto con i nativi americani.

Vi sarebbero altre prove di un contatto degli antichi Romani con i nativi americani come la presenza di diverse parole dal suono latino nel linguaggio dei Karankawas, oggi estinti o il rinvenimento di alcune monete e di un ponte attribuiti ai romani.
Nel 1915 nel corso di lavori nell’isola di Galveston furono rinvenute travi di un antico ponte nella zona centro-nord dell’isola, le quali si trovavano nel luogo da così tanto tempo che si erano accumulati su di esse almeno quattro metri e mezzo di terra. Gli indiani Karankawas che vivevano in quella zona, non avevano la necessaria abilità tecnologica per costruire una struttura del genere che secondo alcuni esperti potrebbe essere attribuibile proprio ai romani. La supposizione più logica infatti è quella secondo cui i naufraghi, o almeno una parte di loro, si sarebbero uniti alla tribù dei Karankawas, i quali furono descritti come molto alti, magnificamente formati fisicamente, di carnagione chiara e con lineamenti delicati contrariamente a tutte le altre popolazioni del luogo: Comanches, Apache, ecc.

Nel 1933 è stata trovata in uno scavo a Tecaxic-Calixtlahuaca (Messico) una piccola testa di terracotta all’interno di una piramide Azteca dei primi anni del 1500. Il manufatto è risultato un’opera romana del II secolo d. C. mentre nel 1964, nel 1970 e nel 1993 sono state rinvenute delle monete romane in Texas che secondo alcuni esperti rappresenterebbero l’ennesima prova di un contatto tra gli antichi Romani e l’America.

Massimiliano Liverotti