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Via del Governo Vecchio

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La via parte da Piazza dell’Orologio e arriva a Piazza Pasquino. È l’antica strada di Parione, il cui nome era lo stesso del IV rione di Roma. Esso deriverebbe anche dalla presenza in zona di un muro antico ed imponente, forse appartenente allo stadio di Domiziano, chiamato Parietone.

Lo stemma è un Grifo, creatura mitologica greca con la testa d’aquila ed il corpo di leone, simbolo di fierezza e nobiltà. Altro nome era via Papae, per i cortei pontifici che la attraversavano. L’attuale denominazione, invece, gli venne conferita quando il governatore di Roma fu trasferito da Palazzo Nardini a Palazzo Madama, che fu appunto la nuova sede del Governo intorno alla metà del ‘700, sotto il pontificato di Benedetto XIV. Precedentemente, infatti, era stata denominata anche via del “Governatore” o del “Governo”. Qui abitarono personaggi illustri come Filippo Neri, in quella che oggi è la sede della Congregazione dell’Oratorio, e l’avvocato curiale Bartolomeo dè Dossi. Nell’androne della sua casa venne murata una lapide che rammenta una credenza romana: “Si dice che qui abitasse colei che divenne celebre perché cara a Raffaello”. Probabilmente si tratta della Fornarina, donna amata dall’artista, identificata in numerosi dipinti raffaelleschi. Il personaggio è al centro del mito romantico che nell’Ottocento ha dato origine alla ricostruzione pseudo-storica della figura della musa-amante del pittore e che portò alla sua associazione, storicamente non provata, con Margherita Luti, figlia di Francesco Senese identificato con Francesco Luti di Siena, fornaio a Roma. Infatti, per tradizione la casa è detta della Fornarina. Ma è risaputo che Raffaello avesse un grandissimo successo con le donne e non poche furono quelle da lui amate. Si presume quindi che qui avrà abitato una delle tante, ma non è scontato che fosse proprio la Fornarina.

Emanuela Maisto