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Via del Pie’ di Marmo

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A Roma, si sa, le strade hanno spesso nomi bizzarri. Questa via appartiene al IX rione Pigna e si estende da via S. Caterina da Siena a Piazza del Collegio Romano, vicino al Pantheon. Il nome deriva dal grande piede di marmo fornito di calzatura che poggia su di un piedistallo, forse appartenuto ad una statua di culto, che fu ritrovato lì nel XVI secolo. Oggi questo gigantesco piede si trova all’inizio di via S. Stefano del Cacco, dove fu collocato nel 1878 per consentire il passaggio del corteo funebre di Vittorio Emanuele II, diretto al Pantheon. Fra via del Piè di Marmo e via del Gesù, in età adrianea, era stato costruito un monumentale arco quadrifronte che consentiva l’ingresso, attraverso un immenso viale, alla corte interna del Santuario detto “dell’Iseo Campense”. Questo era il più importante santuario del culto egizio a Roma ed era, in pratica, un tempio di Iside. L’appellativo “Campense” deriva dal fatto che rientrava nella zona del Campo Marzio e gli fu affidato per distinguerlo da quello edificato sulle pendici del Quirinale. Si suppone infatti che il piede possa appartenere ad una statua della Dea Iside o della Dea Serapide, le più in voga tra le divinità egizie in Roma. Il complesso del santuario, ricco di piccoli obelischi ora dislocati in diverse parti di Roma ma anche a Firenze e Urbino, fu probabilmente costruito nel 43 a.C. dai triunviri Ottaviano, Antonio e Lepido. Venne poi smantellato da Tiberio e riedificato sotto Caligola . Distrutto poi dall’incendio dell’80 d.C., fu ricostruito più maestoso e grandioso da Domiziano e successivamente restaurato da Alessandro Severo. Era quindi un sito di culto importante per molti imperatori romani. Molte delle statue che l’adornavano ora si possono ammirare al Louvre o in Vaticano.

Emanuela Maisto