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Via della Gensola

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VIE DI ROMA - osteria_gensola

Tra il lungotevere degli Anguillara e l’irregolare piazza in Priscinula, si schiude via della Gensola. Il nome, documentato fin dal 1482, è in dialetto romanesco e si riferisce alla pianta di giuggiola, che in tempi passati doveva essere abbondantemente presente nel vicolo, così come nell’omonima piazza adiacente; un frammento lapideo murato in un fianco di Palazzo Mattei raffigura appunto questo tipo di albero con i suoi frutti.

Oggi molto rara, la pianta venne importata dai romani dalla Siria. Utilizzata anche dai greci, che si servivano della polpa fermentata dei suoi frutti per ottenere un vino molto inebriante, è probabilmente citata da Omero nell’Odissea quando Ulisse ed i suoi uomini approdarono all’isola dei Lotofagi: alcuni di essi si lasciarono tentare dal frutto del loto, un frutto magico che fece perdere loro la memoria e la nostalgia di casa; è probabile che il frutto di cui parla l’antico poeta sia lo Zyzyphus lotus, un giuggiolo selvatico, e che l’incantesimo fosse provocato dalla bevanda alcolica preparata con tali frutti.

Al civico 43 di Piazza della Gensola sorgeva alla fine del Settecento un’omonima osteria, dove tutt’oggi è presente un ristorante che ne conserva la denominazione; questa divenne ben presto un ritrovo di artisti. Il pittore danese Ditlev Blunck, sceso a Roma come tanti altri artisti del nord per studiare le meraviglie della capitale delle arti, e qui rimasto per dieci anni, ritrasse questa trattoria in un quadro del 1837, oggi esposto al museo di Copenaghen. Blunck immortalò uno dei tanti momenti trascorsi in allegra compagnia dalla cerchia di artisti danesi che ruotava intorno al noto scultore Thorvaldsen, raffigurato a capotavola sulla destra del quadro; a sinistra e al centro donne, uomini e bambini in tipico abbigliamento romano ottocentesco sono spunto per questi ritrattisti del nord per i loro quadri di genere: dietro il cameriere al centro è infatti significativamente raffigurato l’artista Bindesbøll nell’atto di ritrarre una giovane romana in posa. Sul fondo, dalla finestra, si affaccia un albero di limone che porta frutto all’interno dell’osteria. I limoni sono probabilmente un omaggio ad una poesia di Goethe che tanto amò questo frutto nostrano e che ne fece uno degli emblemi del nostro “bel paese”: Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn? (Sai la terra dove fioriscono i limoni?).

Alessia Casciardi