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Via della Guglia

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La strada è situata nel rione Colonna e porta da via dei Pastini fino a piazza di Monte Citorio. Il nome deriva dall’obelisco, detto appunto Guglia dai popolani, posto nella piazza di Monte Citorio e ritrovato nel 1748. Ma questa via viene ricordata soprattutto per un episodio: qui nel 1882 vi abitava il notaio Frosi che ricevette una delegazione di cittadini romani che gli recava un plico e 1200 lire (all’epoca una somma notevole) da inviare a Vienna. Era quello infatti il prezzo richiesto dall’Imperiale Regio Governo per evitare l’impiccagione di Guglielmo Oberdan.

Personaggio di spicco nell’Italia dell’800, Oberdan fu intellettuale e patriota irredentista italiano, nonché accanito sostenitore di Garibaldi. È considerato il primo martire dell’irredentismo; frequentò ambienti intellettuali triestini e conobbe Adolfo Liebman, Vitale Laudi, Riccardo Zampieri e Domenico Giovanni Battista Delfino. In seguito agli attentati che congegnò assieme ad altri irredentisti (tra cui l’istriano Donato Ragosa), contro l’imperatore Francesco Giuseppe, venne condannato a morte per impiccagione dalla giustizia austriaca per alto tradimento, diserzione in tempo di pace, resistenza violenta all’arresto e cospirazione. Vi furono appelli di grazia da tutto il mondo intellettuale dell’epoca, tra cui anche quello dello scrittore francese Victor Hugo. Anche i cittadini romani, toccati dalla cronaca politica del tempo, erano riusciti a raccogliere la somma che era stata richiesta alla famiglia del martire, oltre a 35mila firme di sottoscrittori. Il tutto fu regolarmente inoltrato al conte Taffe, allora Ministro per l’Interno dell’Imperatore d’Austria, ma non servì a nulla; Oberdan fu comunque impiccato a Trieste il 20 dicembre del 1882.

Emanuela Maisto